Scuola “negata” a un disabile, parte la causa al Ministero
VILLAURBANA. La battaglia si sposta in tribunale. Qualcosa, nel frattempo, si è mosso ma la situazione del ragazzo disabile che vede leso il suo diritto allo studio è cambiata di poco. Prima dell’udie...
VILLAURBANA. La battaglia si sposta in tribunale. Qualcosa, nel frattempo, si è mosso ma la situazione del ragazzo disabile che vede leso il suo diritto allo studio è cambiata di poco. Prima dell’udienza di fronte alla sezione civile del tribunale, la scuola ha preso in comodato d’uso computer e altri supporti elettronici affinché il ragazzo possa avere la possibilità di seguire il suo percorso formativo senza ostacoli. Al momento però non sono ancora stati messi a disposizione del ragazzino.
All’udienza cautelare, dopo il ricorso e l’esposto penale presentati dall’avvocato Caterina Cabiddu per conto del ragazzo e dei suoi familiari, l’istituto comprensivo che unisce le scuole di Simaxis e Villaurbana non si è costituito in giudizio. C’è però il Ministero con l’Avvocatura dello Stato che ha sostenuto che la previsione degli strumenti informatici nel piano educativo individualizzato sarebbe una sorta di elenco senza alcun vincolo. La scuola non sarebbe quindi obbligata alla fornitura di computer e altri supporti.
Resta il fatto che, in seguito al ricorso, quegli strumenti sono ora a disposizione del ragazzo, sebbene questi non siano al momento in funzione. Preso atto delle conclusioni a cui, per ora, sono giunte le controparti il giudice ha rinviato l’udienza all’8 aprile per verificare se effettivamente la scuola abbia attivati i computer e gli altri programmi informatici, unico modo in cui può essere garantito l’insegnamento al ragazzo.
Non è il solo problema, perché la malattia altamente invalidante rende indispensabile la presenza di personale specializzato che sia di aiuto al ragazzo nei più elementari bisogni quotidiani. Secondo il Ministero, dal momento in cui è stato firmato un protocollo d’intesa con i Comuni ed i sindacati, circa l’assistenza agli alunni disabili, dovrebbe essere proprio l’ente locale ad adempiere a questo aspetto, mentre il personale Ata non può occuparsi di simili questioni.
La difesa del ragazzo ha fatto notare invece che questo sarebbe in contrasto con le linee guida date proprio dal Ministero dell’Istruzione laddove affrona i temi sull’integrazione degli allievi disabili. Le indicazioni dispongono che a tutte le esigenze dell’allievo durante la sua esperienza di vita dentro l’istituto scolastico, debba appunto rispondere la scuola e per essa la dirigente scolastica.
Enrico Carta
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