Referendum trivelle, il segretario Pd invita a votare “sì”
Alessio Mandis, primo cittadino di Gonnostramatza: «La politica deve fare scelte, ma rispettando l’ambiente»
GONNOSTRAMATZA. «Condurrò una campagna per andare a votare al referendum del 17 aprile e votare “sì” in quanto sindaco di un paese interessato a progetti di indagini geotermiche e perché sono il segretario provinciale di un partito, il Pd, che a suo tempo si espresse contro il progetto Eleonora per la ricerca di gas metano nel territorio di Arborea». Alessio Mandis è uomo di partito ma anche amministratore locale evidentemente dotato di una virtù: la coerenza. A rischio di mettersi contro la direzione nazionale del partito del quale è espressione e vertice locale, dichiara pubblicamente la sua posizione su un referendum, quello sulle trivellazioni, che sta dividendo e non soltanto il Pd. Quando, raggiunto al telefono, gli si chiedono le ragioni di una posizione al limite dell’eresia, la sua è una risposta disarmante «Quel referendum lo hanno chiesto le Regioni, fra cui la Sardegna. È evidente che c’è un problema di politica ambientale e di gestione del territorio che hanno necessità di visioni più lungimiranti e rispettose delle popolazioni». Mandis gioca facile, si potrebbe dire. Ha dalla sua parte tantissimi cittadini, ma anche numerose amministrazioni locali. Non è casuale il comunicato diffuso il 4 marzo dall’Unione dei Comuni del Terralbese che annunciava testualmente «pronta a deliberare l’adesione alla campagna per il referendum». Anche il Pd provinciale sembra essere dello stesso parere del suo segretario, se è vero che in occasione dell’ultima riunione è stata ribadita una posizione ferma contro le ricerche energetiche di questo tipo. «Esiste una necessità forte che è quella di una politica energetica indirizzata verso l’utilizzo delle fonti rinnovabili e che tenga conto dei rischi che comporta insistere ulteriormente sull’utilizzo dell’energia fossile – dice Mandis – questa del resto, è la posizione a livello non solo locale ma nazionale, del Pd». Politica che sembra contrastare con le posizioni sul referendum assunte pubblicamente dalla vice segretaria nazionale, Deborah Serracchiani e da Lorenzo Guerini. «Non mi sembra che le loro posizioni siano in linea con le politiche energetiche del partito», taglia corto Mandis che però aggiunge «la politica deve fare delle scelte che rispecchino la volontà dei cittadini. Qui, in Sardegna, c’è l’esigenza di individuare fonti energetiche che non compromettano, definitivamente, il territorio ma anche l’economia locale. Un concetto che ai tempi della battaglia contro il progetto della Saras di ricerca di gas naturali nel territorio di Arborea abbiamo, anche a livello di partito, espresso più che chiaramente. Disertare le urne o addirittura votare “no” al referendum, sarebbe un cambio di rotta inconcepibile».
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