I nonni “maestri” dell’intreccio di palme
SENEGHE. La “giornata dei nonni”, festeggiata lo scorso 2 ottobre nella scuola di Seneghe, ha fornito l'occasione ai docenti per avviare un interessante progetto teso a recuperare, attraverso la...
SENEGHE. La “giornata dei nonni”, festeggiata lo scorso 2 ottobre nella scuola di Seneghe, ha fornito l'occasione ai docenti per avviare un interessante progetto teso a recuperare, attraverso la manualità, le attività che hanno caratterizzato la loro infanzia e la loro giovinezza. Un progetto che ha visto insieme nonne e nonni, maestri d'eccezione, per travasare ai bambini e ai ragazzi un bagaglio preziosissimo di esperienze. Alle nonne è toccato il compito di insegnare la preparazione: del pane, la fregola, il sapone, la filatura del lino, la ritorcitura dei filati e l'uso degli utensili con i quali si preparavano i gomitoli; ai nonni quello della lavorazione del sughero, con il quale venivano realizzati contenitori e sgabelli, e la tessitura delle palme. Un'arte quest'ultima, mai persa. Anzi, negli anni ha prodotto manufatti considerati veri e propri capolavori, tanta è la bellezza data dalla complessità degli intrecci. Nei giorni precedenti la domenica delle palme, alcuni nonni (Tottoi Cubeddu, Pissente Secchi e Antoniccu Trogu, insieme al giovane Giuseppe Pintus) hanno condotto un laboratorio di intreccio, rivolto ai ragazzi delle classi secondarie della scuola seneghese, che fa parte dell'istituto comprensivo di Santu Lussurgiu, diretto da Giuseppe Scarpa. I “maestri” hanno portato diverse palme e dimostrato ai ragazzi come si preparano, quindi li hanno fatti cimentare nella lavorazione. «I risultati sono stati ottimi rispetto all'interesse degli alunni e agli obiettivi programmati – hanno detto i docenti –. I nonni, instancabili, hanno lavorato accanto ai ragazzi con pazienza e disponibilità, dimostrando entusiasmo, tanto che, per il prossimo anno, si sono proposti per realizzare un laboratorio spalmato su più giornate, in modo da consolidare e perfezionare il lavoro già svolto». Per i giovani alunni si è trattato di un'esperienza molto positiva, perché sono state ripercorse le diverse fasi di lavorazione dei manufatti, da loro annotate e documentate. I nonni hanno anche proposto la creazione di altri laboratori atti a trasmettere tradizioni e lavorazioni manuali non rientranti più nella routine quotidiana, destinate a perdersi se non tramandate alle nuove generazioni. Proposta condivisa dai docenti e dal dirigente scolastico.
Piero Marongiu
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