Sindaci contro la Regione per la sospensione del Gal
Offensiva dei primi cittadini di Cabras, San Vero, Riola, Narbolia e Baratili Carrus: «Messa in dubbio l’autonomia degli enti locali, vogliono far fuori il Sinis»
CABRAS. Si dicono sconcertati, dispiaciuti e preoccupati. I cinque sindaci che avevano immaginato la nascita del Gruppo di azione locale del Sinis non hanno digerito la decisione della Regione di sospendere il bando per la selezione dei Gal e di cambiare alcuni indirizzi. Cristiano Carrus, sindaco di Cabras, Luigi Tedeschi, sindaco di San Vero Milis, Sandro Sanna, vicesindaco di Riola Sardo, Maria Giovanna Pisanu, sindaco di Narbolia e Renzo Murru, sindaco di Baratili San Pietro e unico assente durante l’incontro di ieri, hanno deciso di prendere di petto la decisione dell’assessore regionale all’Agricoltura, Elisabetta Falchi: «Sospendere il bando per la selezione del Gal è una scelta assurda – ha attaccato Cristano Carrus –, che mette in dubbio le autonomie degli enti locali. Qualità che erano state caldeggiate dall’assessore regionale agli Enti locali quando si parlava dell’adesione alla rete urbana di Oristano. Questa delibera sconfessa la legge regionale sulla riforma degli enti locali e, a questo punto, ci chiediamo a cosa servisse questo bando».
In altre parole, i sindaci del Sinis credono di essere stati discriminati da una decisione presa per limitare l’associazionismo in un territorio delle grandi potenzialità. Come se dietro la sospensione della selezione dei Gal ci fosse un disegno immaginato solo ed esclusivamente per far fuori quello del Sinis: «Proseguiremo la nostra battaglia – ha confermato Luigi Tedeschi –, siamo convinti di aver progettato un Gal che rispetta i termini imposti dalla Regione, perlomeno quelli che valevano prima della sospensione del bando».
Anche Maria Giovanna Pisanu è particolarmente decisa: «Non ho dubbi sulla legittimità del nostro progetto. Ci siamo messi in gioco, abbiamo coinvolto le imprese e i cittadini per partecipare a un bando che avremo potuto anche perdere. Per questo non capisco la decisione di cambiare le carte in tavola in corso d’opera che, tra l’altro, potrebbe non essere legittima». Il più diretto è Sandro Sanna: «Forse non ci vogliono, rappresentiamo un territorio ricco di potenzialità che intende muoversi autonomamente».
Dopo le lamentele, i primi cittadini hanno inviato una nota alla Regione in cui chiedono un incontro con l’assessore Elisabetta Falchi che indicano come unica responsabile di una decisione, a loro dire, assolutamente incomprensibile.
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