Dalle pere l’economia sostenibile
Progetto della Coldiretti per il recupero della frutta autoctona
PAULILATINO. È nella riscoperta del passato la chiave del rilancio del settore ortofrutticolo. Obiettivo che la Coldiretti insegue con un progetto di recupero delle biodiversità attraverso cui offrire ragioni convincenti per tornare a presidiare i campi. Quello promosso dall’organizzazione agricola unitamente a cinque Comuni, al mondo scientifico locale e all’associazione provinciale Slow Food, è un modello di economia sostenibile che fa leva sul recupero delle antiche cultivar e sull’inserimento delle produzioni nelle reti di vendita che si rivolgono a un target di consumatori esigenti e selettivi. In prima battuta il progetto sperimentale ruoterà attorno al pero autoctono. In antichità le varietà ottenute mediante innesto costituivano una risorsa naturale preziosa, ancorché prettamente destinata al consumo familiare. L’intento è di recuperare quelle colture e trasformarle in una fonte di reddito extra. La fase di avviamento durerà tre anni e coinvolgerà sei produttori per ognuno dei comuni partner di Coldiretti: Paulilatino, Fordongianus, Neoneli, Bonarcado e Seneghe. Nei piani dell’associazione di categoria la valorizzazione del pero locale rappresenta il punto di partenza di un più ampio programma di riscoperta delle biodiversità vegetali e animali in via di estinzione. «Il 60% di ciò che consumiamo in Sardegna viene importato. Il nostro obiettivo è di raggruppare i produttori e fare massa sul mercato recuperando le produzioni strettamente connesse al territorio, e oggi quasi scomparse, e di riunirle sotto un solo marchio», ha spiegato il direttore della Coldiretti oristanese, Giuseppe Casu, durante l’incontro che si è svolto ieri nel parco di Santa Cristina, dove a scopo dimostrativo sono state eseguite due operazioni d’innesto. «In tre anni dovrebbero attecchire tremila esemplari. Ciò consentirà di produrre una quantità di varietà precoci, medie e tardive sufficiente per il mercato», ha detto il coordinatore dell’iniziativa Serafino Mura.
A connotare il progetto è la cooperazione tra diverse istituzioni «È in sintonia con il nostro modo di pensare"" ha commentato Donato Cancedda, di Slow Food. Il direttore del Cnr di Nuraxinieddu, Guy D’Hallowin, ha prospettato modalità d’impiego e canali di commercializzazione alternativi come quelli legati all’attività farmaceutica. L’assessore all’Agricoltura di Paulilatino, Osvaldo Licheri, e i sindaci di Bonarcado, Fordongianus e Neoneli, Mario Sassu, Serafino Pischedda e Salvatore Cau, hanno auspicato che le biodiversità locali possano fungere da volano per lo sviluppo economico e da incentivo ai giovani per nuovi insediamenti produttivi.
Maria Antonietta Cossu
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