La Nuova Sardegna

Oristano

Sanità, un futuro ricco di tagli

di Alessandro Farina

Sindaci del territorio e consiglieri regionali preoccupati per il piano di ridimensionamento della Asl

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BOSA. Si riaccende il tema del presente e futuro dei servizi sanitari nella fascia centro occidentale dell’isola, in particolare per quanto riguarda l’ospedale di Bosa nella zona tra Planargia e Montiferru Occidentale.

Alla luce del riordino della rete ospedaliera sarda varato dalla giunta Pigliaru, le ripercussioni che i 18 milioni di euro in meno, quattro da recuperare in tempi brevi, che pesano sul bilancio della Asl e che potrebbero presto comportare il taglio di servizi. È questo il nodo da sciogliere secondo il consigliere regionale Augusto Cherchi. Da giorni il sindaco di Modolo Omar Hassan chiede che di sanità si discuta in una riunione pubblica aperta a forze politiche e sindacali, che trova sponda anche nell'ex sindaco di Bosa Piero Franco Casula. Richiesta avanzata alla locale all’Unione dei Comuni da Hassan anche nelle scorse ore, che trova però scettico se il presidente Giovanni Antonio Cuccui.

Il sindaco di Sagama è convinto invece che, anche alla luce di quanto accaduto in passato da queste parti, rimostranze e soluzioni vadano discusse e trovate nelle sedi di decisione politica regionale. Da parte sua Cherchi ribatte di essere d'accordo sul dibattito pubblico in zona «per il rispetto di quella forma di partecipazione e condivisione democratica che deve essere alla base di ogni forma di governo».

Partiti e istituzioni locali sono comunque in attesa di atti formali che ancora devono ancora arrivare, da Cagliari come dalla Asl di Oristano in tema di riorganizzazione dei servizi nei presidi sanitari, sottolinea Cherchi. «Ad oggi – ribadisce il consigliere regionale – in commissione sanità non è arrivato alcun provvedimento di riorganizzazione sanitaria vera e propria: non è ancora iniziato l’esame della riforma della rete ospedaliera (di cui sono personalmente parecchio critico su molti aspetti); non è stato affrontato ancora il problema della riforma delle cure primarie, se non per una delibera di giunta che definisce le linee guida; Non siamo ancora a conoscenza della riforma della rete della emergenza-urgenza; non è a tutt’oggi neanche stata presentata la madre di tutte le riforme della sanità in Sardegna, cioè la proposta di Asl unica (di cui sono convintamente contrario).

Ieri in consiglio regionale si è svolto intanto un incontro tra consiglieri di maggioranza, Assessore alla sanità Arru, direttore Generale dell’assessorto e vertici della Asl sui tagli delle attribuzioni che penalizzano l’azienda per oltre 18 milioni di euro. «Temo che questi tagli rappresentino una riduzione significativa dei servizi santari», la preoccupazione del consigliere regionale. Da Cherchi un appello, diretto al presidente dell’Unione dei Comuni, ma non solo. «Le battaglie dobbiamo farle tutti insieme, discutendo e informando, valutando e proponendo, scontrandosi per poi arrivare a ragionare per il bene della comunità». Insomma di sanità si discuterà certamente ancora, al pari di un altro tema cruciale: quello che riguarda i nuovi assetti territoriali all'indomani della cancellazione delle province.

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