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Ula Tirso, polemica sui lavori contestati

Ula Tirso, polemica sui lavori contestati

L’opposizione: «Grave se effettuati da esponenti della Giunta». Il sindaco: «Strumentalizzazione»

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ULA TIRSO. Scoppia il caso degli assessori-carpentieri. Ad accendere la miccia è la minoranza consiliare, che imputa ad alcuni esponenti della giunta presunti abusi edilizi. L’ipotesi è formulata tra le righe dell’interrogazione presentata al sindaco, agli altri tre membri dell’esecutivo e all’ufficio tecnico. L’opposizione non lancia accuse esplicite, ma chiede di fare luce su possibili comportamenti incompatibili con gli incarichi istituzionali.

Per verificare l’attendibilità di alcune indiscrezioni, il gruppo guidato da Antonello Piras ha chiesto a Ovidio Loi se corrispondesse al vero che a dicembre uno o più membri della sua giunta avessero posizionato delle grondaie in un edificio privato commettendo un abuso edilizio. Irregolarità peraltro contestata dall’ufficio tecnico comunale e fatta sanare nel mese di gennaio. «Qualora fosse vero vorremmo conoscere i nomi e sapere se il sindaco intenda prendere provvedimenti riguardo un fatto che, se accertato, sarebbe di una gravità inaudita», ha affermato Piras.

Secondo la minoranza, la medesima scena si sarebbe ripetuta più o meno nello stesso periodo con il tentativo d’installare le luminarie sulla facciata della chiesa di Sant’Andrea.

Il sindaco ha liquidato il caso come un tentativo di strumentalizzazione politica: «L’abuso edilizio c’è stato, il nostro ufficio tecnico è intervenuto e per noi il caso è chiuso - ha dichiarato Ovidio Loi -, ma se anche quel lavoro fosse stato eseguito da un assessore, questi lo avrebbe fatto da libero cittadino che svolge quell’attività lavorativa e non deve certo risponderne politicamente. Senza contare che le responsabilità in questi casi sono di chi commissiona i lavori».

Senza fare mai nomi, il sindaco ha ridimensionato anche la storia delle luminarie: «Due assessori avevano fatto un sopralluogo in parrocchia per verificare se si potessero installare e hanno riscontrato la presenza di fori, chiodi e tasselli messi lì chissà da quanti anni. È stato interpellato l’ufficio tecnico che ha evidenziato la necessità di chiedere le autorizzazioni alla Sovrintendenza e alla Curia. A quel punto i tempi erano troppo stretti e abbiamo desistito dal posizionare le luci».

Maria Antonietta Cossu

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