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Oristano

Sedilo, sterminato il gregge della pandela dell’Ardia

di Simonetta Selloni
L'Ardia di San Costantino a Sedilo
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L'Ardia di San Costantino a Sedilo

Settanta pecore di Michele Carboni sgozzate nell’azienda dell’allevatore. Nella messa pasquale di domenica, il parroco ha proclamato la designazione del capocorsa

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SEDILO. La scelta del giorno di festa per compiere un delitto o un crimine di sangue è il (dis)valore aggiunto all’offesa, per colpire ancora più al cuore i nemici. Così è nel mondo agropastorale dell’interno della Sardegna, secondo codici comportamentali profondamente radicati. Ecco perchè lo sterminio del gregge di Michele Carboni, allevatore di 52 anni, assume un significato ancora più pesante. Quella di ieri, per Michele Carboni, sarebbe dovuta essere una giornata di festa doppia: per la Pasqua e perchè, durante la solenne celebrazione della Resurrezione di Cristo, il parroco don Battistino Mongili avrebbe dovuto proclamare ciò che tutto il paese sapeva già da tempo, e cioè che l’allevatore sarebbe stato il capocorsa dell’Ardia a cavallo di luglio. Ma la festa è irrimediabilmente rovinata dall’uccisione, sabato notte, di una settantina di pecore che appartengono a lui e al fratello Paolo, 42 anni, presidente della cooperativa di allevatori ovini più grande delle tre presenti nel paese. Cinquanta pecore sgozzate, altre 25 agonizzanti, la stragrande parte delle quali morte poche ore dopo. Un danno pesante. E un’offesa altrettanto grande. Nel giorno della festa. Della doppia festa, anzi.

La denuncia ai carabinieri è stata presentata da Paolo Carboni. A Su Campu, a dieci chilometri da Sedilo in direzione Olzai-Ottana, dove i Carboni hanno l’azienda, ieri mattina si è presentato uno spettacolo terrificante. Anche il comandante della Compagnia dei carabinieri di Ghilarza, maggiore Alfonso Musumeci, è andato per rendersi conto personalmente dell’accaduto. E per parlare con i due allevatori.

Le indagini partono da quello che i Carboni saranno in grado di riferire agli investigatori. Difficile pensare a una ritorsione legata alla corsa di luglio. Le designazioni dei capicorsa, dell’Ardia a cavallo e di quella a piedi, seguono una vera e propria liturgia accettata da tutti i sedilesi che sin da ragazzi si iscrivono al registro speciale tenuto in parrocchia. Non ci sono recriminazioni o contestazioni; ma la contiguità temporale con la giornata della proclamazione, che avviene durante la messa pasquale, può avere avuto la funzione di moltiplicatore dell’offesa. Oppure, esser stata utilizzata per confondere le acque di un’inchiesta che non sarà semplice.

Michele Carboni ha partecipato a decine di corse. Nel 2013 è stato iscorta del fratello Giuseppe, nel 2007 terza pandela, nel 1993, prima pandela dell’Ardia a piedi. Michele e Paolo Carboni lavorano insieme. Sono noti come persone tranquille. Bisognerà vedere se la mattanza cambierà qualcosa negli assetti dell’Ardia. Il primo segnale, oggi, con l’annuncio in chiesa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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