«Tesori abbandonati, salvate le chiese»
Appello dello studioso di Cuglieri Marco Antonio Scanu sul patrimonio sacro di Bosa
BOSA. Marco Antonio Scanu, lo studioso di Cuglieri che nei giorni scorsi era balzato all’onore delle cronache culturali per aver scoperto una tavola inedita di un celebre pittore iberico, torna alla carica sulla questione del degrado dei dipinti di Emilio Scherer, presenti all’interno della cupola che sovrasta l’altare maggiore e il coro della cattedrale di Bosa.
Prendendo spunto dagli appena trascorsi riti della Settimana Santa per Marco Antonio Scanu «la Quaresima ancora non finisce per il povero pittore, che creò per Bosa una delle sue massime composizioni artistiche. La visione trasfigurata della città, con la Vergine che la sovrasta e ne protegge le vicende, i santi patroni Emilio e Priamo che ne presidiano il Lungo Temo e lo storico ponte in trachite rossa», il quadro dell’opera raffigurata in Cattedrale.
Per lo studioso «l’opera pare condannata ad un irreversibile declino» con la situazione che, malgrado l’appello di qualche mese fa «permane in progressivo peggioramento, in attesa di un'agognata “resurrezione” che tarda a manifestarsi». Insomma di un intervento di restauro che preservi uno fra i dipinti certamente più cari al popolo bosano, oltre che artisticamente di pregio, aggredito e lentamente sbriciolato dai danni causati dall’ingiuria del tempo, e dall’umidità.
«A dispetto della miopia che affetta chi ha responsabilità e chi ha potere di intervento sulla cattedrale bosana, giungono buone nuove da Parma, città natale dello Scherer, che ne rivaluta la figura e gli tributa un doveroso omaggio», ricorda intanto Marco Antonio Scanu, che sul pittore parmense ha incentrato le ricerche della sua tesi di laurea. Perché a Parma è stato presentato a gennaio un catalogo della collezione dei dipinti ottocenteschi, nell’ambito di un progetto culturale curato dal Liceo Artistico Paolo Toschi. Iniziativa che ha previsto il restauro di un’opera di Emilio Scherer, “Una giovinetta dopo il ballo” il titolo della tela realizzata nel 1867. La pubblicazione «non esita a valutare come l'opera più riuscita del pittore e, certamente, il capolavoro della fase giovanile parmense, di un Emilio Scherer appena ventiduenne».
La copertina del catalogo si apre proprio con l’immagine della “Ballerina,” per Marco Antonio Scanu «uno dei dipinti più delicati e romantici dell'Ottocento parmense». Anche se quello che preme di più al ricercatore, richiamato il nuovo interesse della città natale, è «l'urgenza di interventi di restauro nelle chiese di Bosa, che possano, almeno in parte, preservare la memoria di una preziosa porzione di storia artistica di cui la città del Temo è stata privilegiata testimone», conclude Scanu, insignito mercoledì sera dal Rotary Club di Bosa del premio Il Faro edizione 2016 per il suo impegno culturale e a difesa dell’arte.
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