Vicini gli indennizzi per le servitù
Previste quote maggiori per i pescatori di Marceddì e Arbus
TERRALBA. Capo Frasca più un mare di pesca che di esercitazioni militari. Arrivano gli indennizzi ai pescatori e meno divieti nel mare di Capo Frasca grazie al tavolo tecnico tra Regione, Ministero della difesa, Comuni, pescatori e capitaneria di porto. Un’ottima notizia per il comparto pesca e per tutta la cittadina quella che arriva dall’ufficio della Presidenza della Regione e che sintetizza il lavoro portato avanti negli ultimi mesi tra tutti gli attori coinvolti nella vicenda e tutti interessati a pagare gli operatori della pesca per il mancato uso del mare a causa delle esercitazioni militari. «È da tre anni che si è avviato concretamente questo lungo iter per risarcire la popolazione dal mancato uso del territorio a causa della presenza delle servitù militari e che ripiana un’ingiustizia fatta ai danni dei pescatori della provincia di Oristano, visto che per altre basi militari sarde i pescatori ricevono gli indennizzi per la mancata attività di pesca nei giorni di esercitazioni da 17 anni» spiega il sindaco Pietro Paolo Piras. «Tutti gli enti coinvolti hanno voluto sanare quest’ingiustizia, e ora finalmente ci saranno gli indennizzi per i pescatori di Marceddì e soprattutto anche la parte militare si è impegnata a ridurre al minimo indispensabile i giorni di divieto di uso del mare, perciò tutti i cittadini avranno un uso più pieno del mare di fronte a Capo Frasca». Un’ottima notizia non solo per i professionisti della pesca quindi, ma anche per diportisti e amanti del mare che potranno godere del bellissimo specchio d’acqua e immergersi in quelle acque, senza avere restrizioni di accesso così forti come quelle in atto sinora. I pescatori di Arbus e Marceddì, secondo i risultati del lavoro del tavolo tecnico saranno quelli che avranno diritto all’indennizzo giornaliero più alto (72%), in quanto operano proprio all’interno dell’area interessata dalla servitù militare, mentre per i pescatori delle altre marinerie l’indennizzo sarà in percentuale inferiore in base alla distanza rispetto all’area di Capo frasca, dal 50% di Cabras sino ad arrivare allo 0% dei pescatori di Bosa. Una notizia attesa da anni dai pescatori, che ora verranno ripagati per il mancato utilizzo del mare nei giorni di divieto. Ci saranno comunque delle prescrizioni da seguire per evitare abusi come accaduto in passato in altre zone: gli indennizzi verranno dati a chi opera già da tempo, con almeno 120 giorni di attività professionale, e non a nuovi operatori. «È davvero una grossa soddisfazione aver potuto partecipare a questo tavolo tecnico e aver trovato nella Regione e nel Ministero una collaborazione così affidabile e convinta, sanando un’ingiustizia di 17 anni, visto che da tempo i pescatori di altre basi militari come capo Teulada o altre ricevono gli indennizzi – spiega Piras –. Ora la parola spetta al tavolo politico a cui parteciperà il ministero della Difesa, quello dell’ Economia e la Regione, e che valuterà la possibilità di dare gli indennizzi anche per gli anni già trascorsi di attività di pesca limitata, decidendo se rendere quindi retroattivo l’accordo di indennizzo che si sta stipulando oggi, oltre che decidere se approvare la tabella di calcolo degli indennizzi da noi elaborata».
Cristina Diana
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