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Oristano

Abbanoa, guasto non riparato

Abbanoa, guasto non riparato

Terralba, due sorelle da un anno non possono utilizzare la casa per una perdita

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TERRALBA. Ancora proteste per l’inefficienza del servizio idrico. Stavolta a lamentare i disservizi dell’ente Abbanoa è una cittadina terralbese ora residente nella penisola. Un guasto alla rete idrica nella Via Azuni che risale ad oltre un anno fa infatti ancora non è stato riparato: Liliana Loi e la sorella, proprietarie dell’abitazione al numero civico 30 risiedono a Novara e rientrano in paese per le vacanze estive e nei periodi di festa. Agli inizi del 2015 la proprietaria è stata contattata dall’incaricato al controllo della proprietà durante l’anno, poiché si era verificata una rottura dell'impianto idrico situato lungo la Via Azuni, prima dell'allacciamento al loro contatore, situato in un pozzetto esterno in strada. «Tale guasto comportava la fuoriuscita di ingenti quantità d'acqua che si riversava lungo la via stessa ed allagava il pozzetto rendendo irraggiungibile il contatore», scrivono le proprietarie. «Abbiamo contattato Abbanoa per far eseguire la riparazione ricevendo in risposta che “con tutti i problemi idrici della Sardegna cosa era mai tale accadimento”». Sconcertate, le due donne hanno fatto delle fotografie inoltrate alla società idrica richiesta d'intervento per riparare il guasto. Nel frattempo, sono state costrette a sospendere l'erogazione dell'acqua in casa per evitare la continua dispersione, certe comunque del sollecito intervento dopo reclamo scritto. «Nel mese di luglio 2015, nel giungere alla nostra abitazione scoprivamo con rammarico che nulla era stato fatto, il guasto era sempre presente e ricontattata Abbanoa, al servizio guasti di Cagliari una gentile signora ci assicurava avrebbe inoltrato richiesta di intervento urgente – scrivono –. Nel frattempo per poter avere l'acqua in casa, la Via Azuni si trasformava in una piccola piscina a seguito della continua fuoriuscita, con notevole spreco d'acqua e relativi costi a carico della collettività». Le vacanze sono poi terminate, la saracinesca a monte del guasto è stata chiusa e le due donne sono ripartite a Novara. In occasione della Pasqua, avevano intenzione di trascorrere qualche giorno in Sardegna. «Ancora nulla è stato riparato, anzi il danno si è ulteriormente aggravato e non è proprio più possibile consentire la regolare erogazione dell'acqua all'abitazione, da qui l'impossibilità di usufruire della proprietà», si legge nella lettera. «I cittadini si trovano di fronte a spropositati costi da sostenere in virtù della fornitura di un servizio che viene svolto in modo a dir poco vergognoso, in ultimo pur pagando sempre regolarmente le bollette ci troviamo con la casa priva di acqua ma, non siamo di fronte a sospensione di pubblico servizio? Ovviamente dato il protrarsi della insostenibile situazione ci rivolgeremo alle Autorità competenti perché venga garantito il diritto di godere dei servizi che ci spettano e per i cittadini di non trovarsi gravati da inutili, salatissimi costi derivanti esclusivamente da una pessima gestione della cosa pubblica».

Cristina Diana

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