Cabras, l’indignazione non ferma i vandali

Nuove incursioni alle scuole e alla centralina dell’Enel, ieri fiaccolata per le devastazioni a Solanas

CABRAS. Il clamore non ha fermato i vandali. Dopo l’intrusione di qualche giorno fa nella chiesetta di Solanas, la furia dei teppisti ha colpito le scuole medie di via Trieste e la centralina dell’Enel che serve la frazione di Solanas. I danni non sono stati ingenti, qualcuno è entrato nell’edificio scolastico sfondando la porta e qualcun altro ha fracassato un quadro elettrico giocando a spegnere l’illuminazione della frazione, ma il messaggio è preoccupante e descrive una situazione che sembra ormai fuori controllo, nonostante le indagini di carabinieri e polizia. Il cerchio attorno ai colpevoli del raid di Solanas sembra stringersi sempre più ma al momento ci sono solo alcuni ragazzi interrogati dai carabinieri e altri sospettati di aver organizzato o partecipato all’azione più eclatante, quella che ha messo a soqquadro la chiesa di San Pietro Apostolo. Le ultime notizie hanno turbato anche la fiaccolata di solidarietà organizzata ieri a Solanas dopo la messa celebrata da don Fabio Ladu, a cui ha partecipato anche l’arcivescovo di Oristano, Ignazio Sanna. In chiesa c’erano anche gli altri due parroci di Cabras e gli amministratori comunali. I ragazzi, quelli di età compresa tra i 14 e i 20 anni hanno invece disertato la funzione e la successiva fiaccolata. «Questo episodio mi ha scosso – ha detto don Fabio durante l'omelia – perdono tutti ma la casa di Dio non deve essere profanata». Anche l’arcivescovo ha condannato l’atto vandalico: «Esorto i responsabili ad assumersi le responsabilità di questo gesto. Noi siamo pronti a perdonarli», ha detto Ignazio Sanna prima si rivolgersi alle famiglie: «Sono le famiglie che devono contribuire a costruire una società migliore, più giusta. A loro dico che il perdono non cambia il passato, cambia il futuro».

Claudio Zoccheddu

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