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Scontro sindaco-dipendenti: i sindacati dal prefetto

di Piero Marongiu
Scontro sindaco-dipendenti: i sindacati dal prefetto

NARBOLIA. Ieri in tarda mattinata i segretari provinciali del pubblico impiego Cisl e Uil, Salvatore Usai e Michele Zucca, sono stati ricevuti dal vice prefetto vicario della provincia Paola Dessì....

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NARBOLIA. Ieri in tarda mattinata i segretari provinciali del pubblico impiego Cisl e Uil, Salvatore Usai e Michele Zucca, sono stati ricevuti dal vice prefetto vicario della provincia Paola Dessì. Oggetto dell'incontro, per adesso rimasto sul piano informale, la situazione di forte malessere denunciata dai lavoratori del Comune di Narbolia. Il problema è esploso alla fine dello scorso mese di marzo, quando tutti gli undici dipendenti comunali hanno fatto richiesta di nulla osta per la mobilità volontaria. per ora non si vedono soluzioni: «Abbiamo rappresentato la situazione al vice prefetto - dicono i sindacalisti Usai e Zucca -, il quale ha preso atto che il problema esiste. Alcuni fatti erano già di sua conoscenza, altri li ha appresi ieri mattina. Il vice prefetto si è detto disponibile, nel caso l'incontro che abbiamo chiesto al sindaco non dovesse portare a una soluzione condivisa della situazione, a un altro incontro, questa volta formale, al quale potrebbero partecipare anche i lavoratori per tentare di risolvere il problema».

L'incontro con Maria Giovanna Pisanu e la sua giunta è in programma mercoledì prossimo in Comune alle 17,30.

«Valuteremo - precisano Usai e Zucca - se da parte della sindaca e della giunta c'è o meno la volontà di ricomporre la situazione. Nel caso questo non dovesse avvenire, agiremo di conseguenza, mettendo in atto gli strumenti previsti dalle norme in vigore a tutela dei lavoratori».

Tutto rimandato quindi. I dipendenti, per il momento, dell'incontro tra sindacati e vice prefetto vicario non vogliono parlare. «Noi continuiamo a fare al meglio, come sempre, il nostro lavoro - dicono -. Siamo dispiaciuti perché questa vicenda, certamente non voluta da noi, ha danneggiato non poco la nostra immagine. A tempo debito, chi ha sbagliato dovrà assumersene la responsabilità. Se necessario anche di fronte alla legge. La verità verrà fuori e allora si vedrà chi sono i veri fannulloni».

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