Concessione scaduta, la Guardia costiera sequestra un molo
San Vero Milis, la struttura aveva solo permessi stagionali Nella spiaggia di Su Pallosu altri segni di incuria
SAN VERO MILIS. La spiaggia veniva utilizzata come una rimessa, tra l’altro decisamente maltrattata e sporca. Una condizione che non poteva essere tollerata dalla Guardia costiera di Oristano che ha sequestrato otto elementi di un pontile galleggiante abbandonati da tempo sulle dune di sabbia della spiaggia di Su Pallosu, due moli in stato non proprio rassicurante e lo scivolo a mare utilizzato da pescatori e diportisti che scelgono la frazione di San Vero Milis come punto di partenza. «Il gestore dello scalo non aveva alcuna concessione per utilizzare la fascia demaniale come deposito degli elementi del pontile galleggiante – ha spiegato ieri il comandante della Guardia costiera di Oristano, Erminio Di Nardo –, mentre le concessioni per i moli sono in fase di rinnovo. Tuttavia, si tratta di permessi stagionali che una volta scaduti prevedono la rimozione delle strutture». Un’eventualità che, da queste parti, nessuno aveva messo in conto. I moli sono rimasti in acqua per tutto l’inverno, nonostante la concessione fosse scaduta, e gli elementi galleggianti hanno occupato abusivamente le dune di sabbia come se si trattasse di un magazzino a cielo aperto. Il blitz della Guardia costiera è il primo di una serie di attività di controllo del territorio che i militari hanno in programma nei prossimi tempi. Un canovaccio su cui il comandante non intende sbilanciarsi e che definisce come “normali ricognizioni”. Ma di normale, a Su Pallosu, c’è molto poco. La spiaggia utilizzata come scalo di alaggio è in realtà un angolo di territorio che, fino a ieri, sembrava prescindere dalle norme che dovrebbero regolare questo tipo di attività. I risultati dell’incuria sono evidenti e stigmatizzati dai furgoni posteggiati sulle dune e dalla spazzatura che circonda la lingua di sabbia che si allunga fino a Sa Rocca Tunda, tra cui vecchi copertoni d’auto abbandonati sull’arenile e altra spazzatura assortita. Per completare il tour dell’orrore, questa volta esteso anche all’olfatto, ci sono i resti delle battute di pesca scaricati sulla spiaggia, e circondati di nugoli di moscerini, che attribuiscono alla zona un senso di degrado che fatica a convivere con un ambiente delicato a cui appartiene anche la zona umida di Sa Marigosa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
