Stop alla gang dei baby vandali a Solanas
Otto ragazzi (di cui sei minorenni) denunciati dai carabinieri per i raid nella chiesa di San Pietro e in alcuni locali comunali
CABRAS. Alla fine il cerchio si è chiuso e i responsabili individuati da carabinieri sono proprio i ragazzi che bazzicavano la piazzetta della chiesa dedicata a San Pietro Apostolo. Le indagini hanno indicato in otto giovanissimi, di cui due minorenni, la responsabilità del raid vandalico ai danni della chiesa.
I giovani sono stati denunciati dai carabinieri della stazione di Cabras, comandata dal maresciallo Raffaele Palmese, che durante le indagini hanno ricevuto numerose testimonianze che hanno permesso la ricostruzione dei fatti accaduti durante la notte tra il 2 e il 3 aprile, quando i teppisti avevano devastato la chiesa rovesciando l’altare, abbattendo una stata della Madonna e trascinando fuori un crocifisso poi abbandonato in una delle vasche del vecchio lavatoio.
Secondo i carabinieri di Cabras, il gruppetto di giovani terribili aveva messo a punto un piano di battaglia decisamente articolato. Il primo passaggio era legato all’eliminazione dell’illuminazione pubblica. Un risultato facile, raggiunto danneggiando il quadro elettrico dell’Enel e lasciando al buio tutta la frazione di Cabras.
Una volta azzerato il problema dell’illuminazione, i giovani hanno dato il via al raid forzando la porta posteriore della chiesa e scaricando su arredi e icone la furia immotivata che ha devastato l’edificio del sedicesimo secolo. Una volta terminata la bravata a San Pietro Apostolo, i ragazzi hanno continuato a seguire il piano d’azione che prevedeva anche un passaggio radente nei locali dell’archivio comunale, dietro il lavatoio in cui era stato abbandonato il crocifisso.
In questo caso non sono riusciti a entrare e si sarebbero limitati ad abbattere un muretto. Ma, la notte non era ancora finita e l’ultimo episodio è andato in scena davanti alla scuola civica di musica, a poche centinaia di metri dalla piazzetta della chiesa. In questo caso i ragazzi sono riusciti a forzare la porta d’ingresso e a sottrarre momentaneamente alcuni strumenti che poi hanno deciso di abbandonare nel cortile dell’edificio in cui fino a qualche tempo fa si tenevano le riunioni del consiglio comunale cabrarese.
Tra gli otto denunciati, però, non tutti dovranno rispondere delle stesse colpe: «C’è anche un giovane di Cabras che – puntualizzano i carabinieri - pur non essendo direttamente coinvolto, si è meritato una denuncia per favoreggiamento perché durante gli interrogatori ha riferito fatti e circostanze non veritiere per tentare di garantire l’impunità ai suoi amici».
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