Un referendum per uscire da Abbanoa
Le opposizioni in consiglio comunale vogliono dare il benservito al gestore unico. Coinvolte anche le associazioni
ORISTANO. Un referendum per uscire da Abbanoa. Parte dalle opposizioni in Consiglio comunale l’iniziativa che per dare il benservito ad Abbanoa e ripristinare la gestione municipale del servizio idrico cittadino. «Non è una iniziativa partitica: vogliamo invece costituire un Comitato composto da tutte le realtà di Oristano: le associazioni, i movimenti, ma soprattutto, quei cittadini, troppi, che non sopportano più i continui disservizi del gestore unico». Così ieri mattina, Salvatore Ledda e Giuliano Uras, capigruppo delle opposizioni consiliari, hanno presentato ufficialmente una iniziativa che negli obiettivi, annovera non pochi precedenti in Sardegna. Il messaggio è in sostanza questo: «Abbiamo diritto ad un servizio efficiente»: sono i continui problemi nella distribuzione dell’acqua potabile ad aver portato ad una decisione che, in città, non ha precedenti. Appunto quella di proporre una consultazione fra i cittadini per stabilire se dovrà essere ancora Abbanoa ad occuparsi del servizio pubblico forse più importante o se ritornare all’antico, con il Comune che con i suoi operai e le sue strutture, garantiva la distribuzione dell’acqua in città. Non sarà semplice arrivare al referendum: per prima cosa, dovrà essere formulata una proposta di quesito che solo se approvata dal Consiglio comunale, che dovrà esprimersi sull’ammissibilità o meno, potrà proseguire l’iter per diventare consultazione pubblica. Poi dovranno essere raccolte le firme di almeno il dieci per cento degli elettori e finalmente, si fisserà la data per la consultazione. Nel frattempo i promotori dell’iniziativa hanno avviato incontri e contatti con le diverse realtà cittadine per mettere assieme un Comitato promotore. Tutto questo mentre giovedì prossimo, l’amministratore unico di Abbanoa sarà ascoltato in audizione dalla Commissione comunale ai Lavori pubblici. Incontro concordato dopo il disservizio più grave che qualche settimana fa ha rischiato di collassare la città, quando, per mezzo mese, l’acqua della rete risultò dalle analisi, non potabile. «È praticamente scontato che nell’incontro, l’amministratore unico farà perno sul progetto del potabilizzatore del lago Omodeo, con l’obbiettivo di abbandonare l’utilizzo delle acque sorgine: noi non ci stiamo. Quei soldi servono per migliorare la rete di distribuzione ormai fatiscente», hanno detto Ledda e Uras, che hanno ricordato «Abbanoa non rispetta nemmeno i contratti: doveva restituire 6milioni di euro di investimenti al Comune e non l’ha ancora fatto, probabilmente perché il sindaco non ha mai preso una posizione decisa».
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