Ex consigliere a giudizio per truffa
Mario Olla avrebbe chiesto rimborsi chilometrici indebitamente
ORISTANO. Samugheo o Oristano? Il dilemma è questo. Dove dunque effettivamente abitava il consigliere provinciale Mario Olla? In via Vinea Regum nel capoluogo oppure nel paese del Barigadu dove aveva dichiarato di avere la residenza? Non è una questione privata, ma è la risposta che dovrà dare il giudice monocratico Andrea Mereu che sta valutando se l’ex consigliere abbia commesso dei reati oppure ci siano stati dei dettagli che potrebbero aver portato fuori strada gli inquirenti. Perché tra un domicilio e l’altro c’è la questione dei rimborsi (33mila euro) per il chilometraggio legato all’attività politica. Dovuti o meno? Ecco la vera questione che dovrà risolvere il processo e ovviamente la differenza non è sottile, perché il risultato potrebbe essere una condanna o un’assoluzione.
A proposito di inquirenti, ieri sono stati loro i protagonisti dell’udienza del processo che è entrato nel vivo. Gli agenti del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, Alessandro Enna e Michele Angioni, hanno spiegato come svolsero le indagini che si basarono su appostamenti, pedinamenti, controlli dei tabulati telefonici per verificare se Mario Olla vivesse effettivamente a Samugheo e quindi avesse diritto ad avere i rimborsi chilometrici che regolarmente otteneva sulla base delle tabelle che presentava in Provincia.
Hanno detto che l’ex consigliere provinciale abitava stabilmente a Oristano. La sua auto era parcheggiata nel cortile dello stabile in cui avevano la residenze moglie e figli anche nelle ore notturne o di prima mattina. D’altro canto i due ex comandanti della stazione dei carabinieri di Samugheo, Francesco Loiacono e Luca Porceddu, hanno spiegato che notavano Mario Olla in paese nei fine settimana e durante le festività. Sarebbe stata quindi una presenza sporadica, particolare che non ha però trovato conferme in due testimoni. Sono persone che vivono nello stabile in cui abita l’ex consigliere. Entrambi, anche di fronte alle contestazioni del pubblico ministero Paolo De Falco, hanno detto di non aver fatto troppo caso agli orari e ai giorni in cui Mario Olla, difeso dagli avvocati Massimo Ledda e Piero Franceschi, era presente nella casa che possiede in città. All’udienza del 12 dicembre deporanno gli ultimi tre testimoni dell’accusa e cinque della difesa. (e.c.)
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