La Nuova Sardegna

Oristano

sorradile

Un itinerario culturale porta alla ex caserma di Lochele

Un itinerario culturale porta alla ex caserma di Lochele

SORRADILE. C’è un itinerario, per ora solo virtuale, che dall’edificio in stile liberty costruito alle porte di Tadasuni dall’ex società elettrica sarda attraversa il vecchio ponte che collega le...

2 MINUTI DI LETTURA





SORRADILE. C’è un itinerario, per ora solo virtuale, che dall’edificio in stile liberty costruito alle porte di Tadasuni dall’ex società elettrica sarda attraversa il vecchio ponte che collega le sponde dell’ Omodeo, conduce al porticciolo turistico e s’addentra nella zona interna del comprensorio di Sorradile fino ad arrivare all’ex casermetta di Lochele. Secondo chi amministra, l’offerta ambientale, turistica, culturale e ricettiva che potrebbe nascere lungo questo percorso farebbe da volano alla crescita occupazionale ed economica della zona. Su come tradurre nella pratica quest’idea si stanno attualmente concentrando gli sforzi del Comune, che intravede nel fondo per le aree di crisi uno strumento concreto per mettere a profitto le idee già in campo. Parallelamente alla ricerca delle risorse finanziarie si lavora anche sul piano diplomatico. E su questo fronte l’amministrazione riuscirà forse a cogliere il primo successo, perché potrebbero essere superate le iniziali riserve mostrate dalla Provincia sulla cessione in comodato d’uso al Comune del presidio militare dismesso, considerato una pedina strategica del progetto d’implementazione turistica. «La Provincia è disposta ad accettare la nostra proposta – ha affermato il sindaco Pietro Arca –. Ora dovremo fare un accordo di programma per realizzare il museo dell’Arma». Ma questa sarebbe solo una parte di un piano che contempla l’azione sinergica tra pubblico e privato. La struttura ricade in un compendio agricolo dell’estensione di 180 ettari nel quale i proprietari, vorrebbero aprire un agriturismo e una fattoria didattica. «Partendo dai nostri beni identitari creeremmo un percorso turistico, ma c’è bisogno anche del capitale privato», ha aggiunto il primo cittadino. «Noi chiederemo alla Regione di destinare i fondi delle aree di crisi al completamento di opere in passato già finanziate, come nel caso dell’albergo Tirso di Tadasuni, che non è stato ultimato. Ambiente, cultura e gastronomia devono essere i nostri biglietti da visita e noi dobbiamo rendere funzionali e fruibili le strutture del territorio perché sono opportunità di lavoro». Le idee dovranno confluire in un progetto organico dove, oltre al recupero dell’edificio costruito negli anni Venti vicino a Tadasuni, sono contemplati la creazione di un’area di rimessaggio per canoe nel porticciolo sull’Omodeo e la riconversione della casermetta di Lochele in museo con annesso agriturismo.

Maria Antonietta Cossu

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative