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Oristano

Videosorveglianza, l’obiettivo è arrivare a venti telecamere

di Alessandro Farina
Videosorveglianza, l’obiettivo è arrivare a venti telecamere

Bosa, il sindaco Mastino ha chiesto il sostegno alla Regione Si punta alla riapertura del bando che finanzia il sistema

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BOSA. L’amministrazione civica vuole potenziare il sistema di videocamere che monitorano diversi punti strategici dell’abitato. «Dai cinque punti realizzati con fondi comunali attraverso un sistema modulare intendiamo arrivare ad almeno venti postazioni. Per questo nella riunione tenutasi ad Abbasanta nei giorni scorsi ho chiesto priorità per gli enti locali dove gli amministratori sono stati oggetto di attentati e alla Regione di riaprire la graduatoria del bando del 2013 con fondi destinati ai progetti delle Unioni dei Comuni» spiega il sindaco Luigi Mastino. Tema delicato quello delle postazioni di video controllo del territorio già disseminate in diversi centri della Planargia, approdate a Bosa solo da qualche settimana con sala operativa in capo al comando della locale Polizia municipale. Sistema costato alle casse del Comune 25mila euro, compreso di attrezzature, software e sala operativa. Poche, ma già qualcosa dopo le lunghe discussioni degli anni scorsi, per un’area urbana che si estende dal centro storico ai quartieri periferici fino a Bosa Marina, senza contare i siti storici periferici come la chiesa di San Pietro o la costa verso Marrargiu. Per questo, anche alla luce delle indicazioni in arrivo dalle Prefetture, Luigi Mastino, che nel novembre del 2015 è stato vittima di un pesante attentato incendiario che ha visto andare in fumo la sua auto e quella della moglie parcheggiate a due passi dal centro cittadino, torna alla carica. Sul progetto dell’Unione dei Comuni a cui aveva aderito anche Bosa nel 2013, il sindaco spiega: «In graduatoria è il primo tra i non finanziati. Ho sentito al telefono il responsabile della Regione, l’ingegnere Alessandro Corrias, che mi ha illustrato le motivazioni dell’esclusione. Dovuti al fatto che quel progetto non ha raggiunto il punteggio necessario, fermandosi a 57 punti rispetto ai 60 necessari. Alla Regione quindi ho chiesto di finanziare nuovamente quel bando e riaprire al più presto la graduatoria» conclude il sindaco. Fiducioso che sull’argomento la sensibilità a Cagliari sia massima, soprattutto alla luce dei diversi episodi di cronaca delle ultime settimane in Sardegna, e sul fatto che la città del Temo possa presto contare su una estesa rete di videocamere che funga da deterrente per i malintenzionati ed i vandali, e da ausilio alle forze dell’ordine in caso di indagini. Attivando, se e quando arriveranno i finanziamenti, almeno quindici nuove postazioni di monitoraggio elettronico operative ventiquattro ore su ventiquattro, in aggiunta alle cinque esistenti.

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