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Bonifica di eternit e proteste. La Asl: tutto in ordine

Bonifica di eternit e proteste. La Asl: tutto in ordine

BOSA. La rimozione di alcuni pannelli di eternit mercoledì mattina dal tetto di una casetta nella via Sardegna a Bosa Marina suscita le dure proteste dei residenti. «La polvere ha invaso la zona, si...

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BOSA. La rimozione di alcuni pannelli di eternit mercoledì mattina dal tetto di una casetta nella via Sardegna a Bosa Marina suscita le dure proteste dei residenti. «La polvere ha invaso la zona, si proceda agli accertamenti per capire se ci sono residui di fibre di amianto ed eventualmente si metta in sicurezza l’area» chiede decisa la signora Nives Pischedda, infermiera a riposo che abita con la figlia al terzo piano di una palazzina vicina. Apprensione condivisa dalla signora Rosetta Arca, residente in un appartamento al piano terra, adiacente alla casetta da cui è stato rimosso l’eternit. «Ci siamo chiusi in casa e non apriamo più le finestre, ho dovuto rilvare gli indumenti stesi ad asciugare perchè il vento ha trasportato la polvere nella zona» il racconto della donna.

Per la Asl le operazioni, dopo i primi accertamenti, si sono svolte con le necessarie autorizzazioni ed in maniera regolare. La rimozione della copertura è iniziata intorno alle otto di mercoledì, quando alcuni operai si sono presentati nell’area bardati di guanti, tuta e maschera e hanno iniziato a rimuovere le “onduline” dal tetto di una struttura all’interno di un giardino, raccontano le due donne.

«Nessuno ci ha informato preventivamente, avevamo le finestre aperte e durante i lavori, durati un paio d’ore, è stato utilizzato uno smeriglio, mentre nell’area si sollevava una nube di polvere. I pannelli sono stati poi collocati all’interno di un telo di plastica su un camioncino al quale è stata applicata un’etichetta che segnalava la presenza di materiale pericoloso» spiegano, preoccupate che nella polvere possano nascondersi fibre di amianto, le residenti.

Dalla Asl, intervenuta a Bosa Marina con i Carabinieri a operazioni di rimozione già concluse, emerge che la ditta che ha operato i lavori era specializzata, le autorizzazioni alla rimozione regolari, lo smeriglio sarebbe stato utilizzato per tagliare dei bulloni e poi sfilare le lastre integre quanto affermato dagli operai, mentre al momento dell’ispezione non sarebbe risultata la presenza di vento o polvere.

«Presenterò un esposto alla Asl di Oristano perché si effettuino tutti gli accertamenti necessari a garantire la salute pubblica» ribadisce da via Sardegna Nives Pischedda.

Alessandro Farina

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