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Oristano

Cambio di provincia, opposizioni all’attacco

Cambio di provincia, opposizioni all’attacco

A Laconi polemiche dopo la delibera regionale di assetto territoriale che lascia la cittadina a Oristano

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LACONI. Mentre Genoni saluta definitivamente la provincia arborense, per Laconi non c'è stato il passaggio al Sud Sardegna. La cittadina resta dunque aggregata alla provincia di Oristano. È quanto stabilisce la Giunta regionale con l'approvazione della delibera attuativa della legge regionale n. 2/2016 che definisce lo schema definitivo dell'assetto territoriale delle quattro province e della Città metropolitana di Cagliari.

Una questione, quella del cambio provincia, particolarmente dibattuto nella cittadina del Sarcidano in questi ultimi mesi. Lo scorso febbraio il Consiglio comunale aveva, infatti, deliberato, con i soli voti della maggioranza, l'adesione alla provincia del Sud Sardegna, mentre i gruppi di minoranza “Insieme per Laconi” e “Laconi Bene comune” avevano abbandonato l'aula dopo aver chiesto inutilmente il rinvio della seduta, e soprattutto il coinvolgimento della comunità attraverso un referendum.

Ora, i due gruppi di minoranza affidano ad un comunicato le loro considerazioni sulla vicenda.

«Riteniamo – scrivono – che soprattutto questo tipo di decisioni vadano prima ponderate e poi condivise possibilmente da tutti, anche perché noi non avevamo la presunzione di capire da soli cosa la legge consentiva di fare. Infatti la decisione della Giunta, che giustamente nel rispetto della democrazia tiene conto della volontà espressa dalla comunità, dimostra che la nostra richiesta di rinvio per approfondire la questione era giustificata, vista la novità della normativa e la rivoluzione della geografia istituzionale in atto in Sardegna».

In Consiglio, i due gruppi avevano sollevato la anomalia di una situazione, che, con l’eventuale passaggio di Laconi al sud Sardegna, avrebbe posto la cittadina a cavallo fra tre province: Nuoro, Orisano e Sud. Il problema era anche il metodo seguito per questo passaggio.

«Già da settembre avevamo denunciato il silenzio assordante della sindaca nel dibattito pubblico sul riordino degli Enti locali, oltre il mancato coinvolgimento del Consiglio Comunale, della popolazione e della stessa Regione che aveva presentato il disegno di legge, nelle interlocuzioni che era necessario avere. Se la volontà era quella di passare ad un' altra provincia, la Sindaca avrebbe dovuto muoversi non solo prima che la legge venisse approvata e non a giochi fatti, ma anche in maniera diversa, coinvolgendo la popolazione come era avvenuto anni fa quando con un Referendum la comunità aveva deciso il passaggio alla provincia di Oristano».

Ivana Fulghesu

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