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Oristano

Cozze “salate” per la Coop L’Asl chiede 230mila euro

di Simonetta Selloni
Cozze “salate” per la Coop L’Asl chiede 230mila euro

Arborea, l’Azienda sanitaria ingiunge il pagamento per violazioni amministrative La società si oppone: il tribunale di Oristano ha fissato l’udienza per il 6 maggio

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ARBOREA. La Asl di Oristano ha notificato alla Cooperativa pescatori Arborea un’ingiunzione di pagamento per 230mila euro e spiccioli. Una somma considerevole, che l’Azienda sanitaria pretende a titolo di sanzione amministrativa. Ma cosa ha fatto di così grave la Coop, una delle più importanti nell’isola nel settore della miticoltura, 50 socie e 80 dipendenti, un fatturato annuo di 20 milioni di euro, la prima azienda italiana del settore ad ottenere la certificazione per tutta la filiera? La Asl batte cassa ritenendo la Coop responsabile della violazione delle disposizioni contenute in due dei fondamentali Regolamenti europei in materia di legislazione alimentare. In particolare, nell’ambito delle procedure legate alla sicurezza alimentare (il n. 178 del 2002), e in materia di igiene per gli alimenti di origine animale (il n. 853 del 2004).

La Coop non ci sta. E attraverso lo studio legale Vignolo-Massa di Cagliari, si è opposta all’ordinanza-ingiunzione della Asl, chiedendo al Tribunale di Oristano, che ha fissato al 6 maggio l’udienza per la discussione della controversia, l’annullamento dell’ingiunzione, e in subordine la sua rideterminazione al minimo previsto. La Asl ritenendo di avere ragione, ha affidato all’avvocato Salvatore Angelo Miscali l’incarico di rappresentarla.

Cosa c’è alla base della richiesta di questa somma, che in origine era peraltro ben più alta, oltre 460mila euro? C’è il fatto che nel gennaio 2014, uno dei fornitori delle cozze (che attraverso il marchio Nieddittas sono il prodotto di punta della Coop) aveva subìto da parte della Regione la sospensione della classificazione dell’area di pesca. Il provvedimento, peraltro limitato nel tempo, vietava l’utilizzo di quegli impianti per il periodo di sospensione. Ma la Coop nulla sapeva, perchè nelle bolle che accompagnavano le partite conferite risultava tutto in regola. Questo per ben 117 bolle: tradotte in altrettanti verbali dalla Asl, il cui ufficio preposto, d’altra parte, certificava la assoluta genuinità del prodotto. La contradditorietà di queste due misure, proveninenti dalla stessa Asl, è stato al centro dei rilievi sollevati alla precedente udienza dai legali della Coop pescatori: da una parte la certificazione di un prodotto comunque valido, dall’altra l’emissione dell’Ufficio sanzioni della stessa Asl, di una multa certamente pesantissima per la Coop. Appuntamento all’udienza del 6 maggio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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