Centro polifunzionale, sfratto per l’Enap
L’intesa col Comune non è decollata anche per il mancato pagamento del canone di affitto
ABBASANTA. Nato sotto i migliori auspici, sfuma dopo appena due anni l’accordo tra il Comune e l’Enap Sardegna, che aveva preso in affitto il Centro intercomunale generale con l’impegno di gestire gli spazi espositivi interni.
A provocare la rescissione del contratto decisa unilateralmente dall’amministrazione abbasantese sono stati gli inadempimenti addebitati all’ente di formazione, che secondo i contri fatti dagli uffici comunali non pagherebbe il canone di locazione da 24 mesi, vale a dire dalla data di consegna dell’immobile.
Una morosità che ha causato al Comune mancati introiti per un ammontare di 24.000 euro.
A questi si aggiungono gli interessi di mora che, unitamente agli arretrati, saranno riscossi con un atto coercitivo. Contemporaneamente all’avvio della procedura per l’ esazione del credito l’ente locale ha intimato al locatore di liberare da arredi e attrezzature l’edificio rimesso a nuovo nell’area dell’ex fiera.
Se l’Enap non provvederà allo sgombero dell’immobile entro due mesi, il Comune rientrerà in pieno possesso dell’immobile con la facoltà di sostituire tutte le serrature. Si chiude così una parentesi aperta due anni fa con l’ottimismo dettato dalla prospettiva di utilizzare la struttura dell’ex fiera finanziata con fondi Civis e concepita come centro espositivo territoriale dell’artigianato.
Dopo una lunga permanenza nella sede ghilarzese, l’Enap aveva chiesto la disponibilità di nuovi spazi per organizzare i corsi di formazione professionale e la posizione centrale di Abbasanta aveva attratto il suo interesse.
I termini contrattuali sembravano vantaggiosi per ambo le parti: l’Enap s’impegnava a corrispondere un affitto mensile di mille euro, a provvedere alla manutenzione dello stabile e a gestire gli spazi espositivi.
In cambio il Comune avrebbe pagato le utenze elettriche e idriche ma avrebbe ottenuto un’entrata extra certa e avrebbe cominciato ad ammortizzare i costi di una struttura costata decine di migliaia di euro e fino a quel momento con poche prospettive di funzionare per le finalità che ne avevano ispirato la progettazione. Aspettative tradite, o esaudite per nulla, se il Comune ha deciso di darci un taglio netto, soprattutto perchè secondo l’ente locale nessun impegno per la gestione dell’area è stato mantenuto.
Maria Antonietta Cossu
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