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Sbs, nuovo bando e condizioni immutate

 Sbs, nuovo bando e condizioni immutate

ARBOREA. Il commissario liquidatore della Società bonifiche sarde, Antonello Melis, manda avanti l'ennesimo tentativo di cessione dell'azienda agraria di Arborea controllata dalla Regione attraverso...

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ARBOREA. Il commissario liquidatore della Società bonifiche sarde, Antonello Melis, manda avanti l'ennesimo tentativo di cessione dell'azienda agraria di Arborea controllata dalla Regione attraverso la agenzia Laore.

La scorsa settimana ha fatto pubblicare un nuovo bando per l'avvio di una trattativa privata, dopo cinque aste andate deserte, l'ultima delle quali l'estate scorsa.

L'impegno finanziario richiesto dal liquidatore della Società parte da una base di 9 milioni 676mila euro, identica a quella precedente. Le offerte dovranno essere presentate entro il 9 maggio prossimo. La novità è proprio il ricorso alla trattativa privata, ma le condizioni di cessione non paiono cambiare rispetto al passato.

In vendita c'è il centro aziendale principale, il cosiddetto Centro 3 Sassu, nel territorio di Marrubiu, con stalle, magazzini, uffici e terreni. Ci sono poi 572 ettari di terreni della società tra Arborea e Terralba. In dote al compratore anche la concessione di altri 429 ettari di terreni di provenienza Laore, in due corpi fondiari tra Santa Giusta, Marrubiu, Terralba e Arborea.

Chi acquisterà dovrà assumere almeno 8 dei 26 dipendenti della società con contratto a tempo pieno e indeterminato, probabilmente in considerazione anche dell'impiego, per tre anni, di parte dei lavoratori della Sbs nella cura della pineta di Arborea con un progetto dell'Ente foreste.

Molto prudenti le reazioni al nuovo bando da parte delle principali cooperative di Arborea, la 3A Latte Arborea e la Cooperativa Produttori. I terreni della Sbs servirebbero alle aziende della piana irrigua di Arborea, ma i vincoli del bando sembrano frenare ogni interesse, come dimostrano le aste andate a vuoto sinora.

La mancanza di novità rispetto alle condizioni precedenti di vendita, di fatto, sembra escludere in partenza un possibile interessamento che porti le cooperative a farsi avanti per acquisire la Bonifiche sarde, come più volte ipotizzato.

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