«L’addio di Ryanair ci rovinerà» Operatori turistici preoccupati
Bosa, lettera-appello alle istituzioni locali per chiedere un deciso intervento verso Regione e privato «A rischio una intera rete di attività economiche che in questi anni si è sviluppata con successo»
BOSA. Emergenza turismo, operatori commerciali sempre più preoccupati. La petizione avviata da un gruppo di operatori della Planargia – Montiferru propone una serie di riflessioni e palesi preoccupazioni che agitano, e non poco, veglia e sonno in tante aziende dopo il paventato ritiro della compagnia aerea Ryanair dall’aeroporto di Alghero.
L’analisi parte dalla forte relazione tra sviluppo turistico della Sardegna e presenza del vettore aereo irlandese nello scalo di Fertilia. Con l’esigenza di «un pronto ripristino dei collegamenti aerei tradizionali tra Alghero e le città europee», considerata la «forte compatibilità tra i fattori di richiamo del nostro territorio e alcuni segmenti di domanda turistica che possono raggiungere la Sardegna, senza dover effettuare scali intermedi, solo grazie al vettore low cost».
Per gli operatori infatti «è sufficiente simulare un preventivo su un qualsiasi sito o motore di ricerca per riconoscere come il livello medio dei prezzi garantito da Ryanair sia ineguagliabile da parte di altri vettori». Il tutto a vantaggio della destagionalizzazione rispetto alla ristretta offerta balneare estiva. In particolare per i collegamenti con gli scali del nord Europa che tra l’altro agevolava l’arrivo di un «cliente ideale che aiuta l’economia sarda a crescere nei mesi in cui turisti di altra provenienza ancora non viaggiano». Mentre «la perdita delle tratte significherebbe oltre ad una perdita monetaria anche un impoverimento della capacità di promozione» considerato che diversi operatori utilizzavano i voli low cost per partecipare alle fiere internazionali del turismo europee. La riflessione finale, quindi, che si traduce in un forte e deciso appello all’impegno delle istituzioni locali. «Grazie ai flussi turistici generati dal mercato dei voli low cost il territorio sardo si è organizzato, è sorta una rete articolata di attività economiche come alberghi, B&B, affittacamere, ristoranti e attività commerciali. La recessione inizia a manifestarsi con l’implosione del sistema economico-turistico. Già dal primo mese della stagione 2016 si assiste ad una spregiudicata guerra dei prezzi al ribasso». Il timore è palese. «Il primo effetto di questa situazione perversa sarà il fallimento e la chiusura delle attività che non riescono a coprire i costi di gestione nel breve periodo». Scenario con risvolti evidentemente anche sociali perché «i nostri giovani dovranno riprendere ad emigrare». Analisi, riflessioni e dati, in parte già emersi dopo analisi e testimonianze già richiamate in diversi articoli da La Nuova nelle scorse settimane, che forse già nella riunione straordinaria di consiglio fissata per venerdì mattina dalle 10 nell’aula consiliare di piazza Carmine a Bosa saranno alla base degli interventi sul nodo voli low cost.
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