La replica dell’Asl 5 sulle guardie condivise
ORISTANO. Prima la risposta dell’ufficio legale poi quella pubblica affidata a un comunicato stampa: il commissario dell’Asl 5, Maria Giovanna Porcu, ha replicato alle critiche dei sindacati dei...
ORISTANO. Prima la risposta dell’ufficio legale poi quella pubblica affidata a un comunicato stampa: il commissario dell’Asl 5, Maria Giovanna Porcu, ha replicato alle critiche dei sindacati dei medici Anaao Assomed e Cimo sulla vicenda della guardia condivisa tra i reparti di Pronto soccorso e Medicina negli ospedali di Bosa e Ghilarza nei turni notturni e festivi. La scelta dell’Asl, secondo il commissario, «non solo è pienamente legittima, ma non comporterà alcuna variazione sostanziale nel servizio erogato. Si tratta di un modello organizzativo che permetterà di utilizzare al meglio le risorse professionali ed economiche a disposizione, senza però intaccare i livelli di sicurezza per i pazienti né per i medici».
La riorganizzazione delle attività negli ospedali Mastino e Delogu è frutto «dell'approvazione del piano di rientro regionale, che per la Asl 5 prevede 1 milione e 300 mila euro di efficientamento ospedaliero - chiarisce il commissario -. Per scongiurare una riduzione dei servizi all'utenza, abbiamo deciso di lavorare sui modelli degli ospedali di rete. La guardia condivisa tra i reparti di Pronto soccorso e Medicina, già sperimentata con successo in altri ospedali d'Italia e della Sardegna, prevede, per Bosa, la presenza notturna e nei festivi di un medico di guardia (di Pronto soccorso o, in alternativa, di Medicina interna, discipline affini, contrariamente a quanto affermato dai sindacati), affiancati sempre da un anestesista, un medico del 118 e uno di continuità assistenziale (guardia medica) in ospedale».
A questi, in caso di necessità, si aggiungono un altro medico anestesista rianimatore, un medico internista e due chirurghi, tutti reperibili, ovvero con obbligo di intervento entro 20 minuti. «Ciò significa che in totale nei turni notturni e festivi nel nosocomio della Planargia sono sempre presenti in contemporanea non uno, ma ben quattro medici più quattro reperibili».
Per l'ospedale di Ghilarza viene applicato lo stesso modello organizzativo, ma senza la figura dell'anestesista in guardia notturna e con un solo chirurgo reperibile (anziché due come accade a Bosa) in quanto non vengono effettuati interventi chirurgici in urgenza «considerata la distanza inferiore ai 20 minuti di percorrenza dall'ospedale San Martino di Oristano».
Una scelta dettata dai numeri, dunque, secondo il commisario dell’Asl: «Il numero di professionisti a disposizione è più che adeguato rispetto ai volumi di attività registrati. Lo scorso anno i codici rossi all’ospedale di Ghilarza sono stati 7 in totale, in quello di Bosa 47. Inoltre nell'ultimo quinquennio il numero degli accessi ai due punti di Pronto Soccorso di Bosa e Ghilarza è risultato costantemente al di sotto dei 6000 all’anno, con una media notturna di visite comprese tra 0 e 4».
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