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Oristano

Lo Stato pigliatutto: in due anni a Bosa tagli per tre milioni

di Alessandro Farina
Lo Stato pigliatutto: in due anni a Bosa tagli per tre milioni

Dal governo centrale arrivano sempre meno soldi Il Comune alle prese con un bilancio ancora più povero

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BOSA. Il dato politico riflette le somme di quello economico. Non solo in cassa, per dirla con una battuta da avanspettacolo, non c’è una lira, ma dalle poste di bilancio dell’ente locale la stima su quanto dirottare allo Stato supera i 600.000 euro. È una previsione alquanto attendibile per l’anno in corso, per cui la morale che si ricava è molto semplice: «È evidente che questa amministrazione, fin dal giorno del suo insediamento, ha dovuto fare i conti con un bilancio estremamente risicato, con risorse praticamente inesistenti e con ingenti spese derivanti dalle precedenti gestioni». La sintesi è contenuta in un’analitica nota del gruppo politico “Bosa, Cominciamo il domani”.

La riflessione arriva dopo che l’assessore al bilancio Danilo Mastinu, nella riunione di consiglio in programma il 30 aprile, ha fornito le cifre del documento finanziario 2015 e di quello di previsione per il 2016-2018. E queste parlano da sole: nel 2009 lo Stato ha trasferito al Comune di Bosa 1 milione 633mila euro, nel 2010 un milione 635mila, nel 2011 un milione 395mila, nel 2012 930mila, nel 2013 580mila. Ma si è andati ancora più in basso perché dal 2014 si inizia a toccare il fondo del barile, con un trasferimento pari a 156mila euro. Perciò, «Mentre le amministrazioni precedenti hanno potuto contare su importanti fondi la nostra si è invece trovata a operare con piccole risorse residue per il secondo semestre del 2014», ricordano dalla maggioranza in carica dalla primavera di quell’anno. Senza contare che sempre nel 2014 per la prima volta la trattenuta Imu da parte dello Stato ha toccato i 576mila euro, a cui sommare gli 87mila euro del fondo di solidarietà. Considerando i minori trasferimenti e le trattenute, il Comune ha sostenuto un pagamento complessivo di 663mila euro».

Sono conti che non cambiano di segno neanche nel 2015 quando la situazione è peggiorata ulteriormente, con i trasferimenti da parte dello Stato che ammontano a 126mila euro, mentre la trattenuta Imu resta a 576mila e quella del fondo di solidarietà sale a 147mila. Si arriva così a 723mila euro.

Il salasso non è però finito, perché tra il 2014 e il 2015 è necessario fare fronte a debiti fuori bilancio derivanti dalle precedenti amministrazioni. Questi equivalgono a 660mila euro per il 2014 e a 478mila per il 2015, cui sommare oltre 93mila di transazioni. Si arriva al tetto di un milione 223mila euro.

Sono cifre da incubo e l’unica speranza è che il trend negativo quantomeno si fermi. Invece non sarà così perché «Nel 2016 non vi sono trasferimenti dallo Stato al Comune», annuncia l’assessore al Bilancio che calcola, fra trattenuta Imu e fondo di solidarietà, un segno meno per 578mila euro. Tirando le somme mentre tra il 2009 e il 2014, cioè nella trascorsa legislatura “Il totale dei trasferimenti dallo Stato ammontava a più 6 milioni 329mila euro, dal 2014 ad oggi dopo due anni di legislatura, si è avuto un taglio di 3 milioni 362mila euro. Vale a dire che ci sono stati 126mila euro di trasferimenti in meno dallo Stato, un milione 223mila euro persi per debiti fuori bilancio, 663mila euro in meno per via delle trattenute Imu e del contributo per il fondo di solidarietà comunale 2014, a cui aggiungere altri 723mila di Imu e contributo fondo di solidarietà comunale per il 2015 in meno. Altri 578mila euro sono stati trattenuti dallo Stato e infine 49mila euro sono andati al fondo di riduzione del fondo unico regionale. Una falla che rischia di far affaondare la barca.

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