Un bagno nella cultura con Monumenti Aperti
Tutto pronto per l’ottava edizione della manifestazione con importanti novità Un esercito di 1.200 volontari in campo per offrire il meglio dei tesori artistici
ORISTANO. Due giorni di prove, poi due giorni di gara. Si parte tutti in fila dal pomeriggio di sabato per infilare una dietro l’altra le curve del circuito che porta gli amanti della cultura attraverso un meraviglioso cammino nella grande bellezza della Oristano che riesce sempre a sorprendere. L’appuntamento con Monumenti Aperti, presentato dal sindaco Guido Tendas, dall’assessore Maria Obinu, dalla dottoressa Antonella Casula, dai dottori Maurizio Casu e Alessandro Piludu ancora una volta scopre il cuore artistico della città.
I due giorni della manifestazione in programma sabato e domenica saranno preceduti da due appuntamenti, un modo per scaldare i motori già portati a regime nei giorni scorsi con le conferenze sui monumenti scomparsi, sui palazzi storici e sui materiali utilizzati nei principali monumenti cittadini. Oggi il primo semaforo verde verrà acceso nella chiesa di San Domenico con la presentazione del libro di Nicola Faedda “Come abbraccio di madre. Le figlie di San Giuseppe in Sardegna”. Domani alle 18.30 ci sarà l’attesa inaugurazione della Sala San Pio X del Museo Diocesano Arborense con l’esposizione del Dossale “Madonna con Bambino e Santi” e l’apertura della mostra “Ecclesia Sancte Marie de Arestano”.
La vera corsa ai monumenti la si potrà però fare da sabato con la cerimonia di apertura delle 10 in piazza Mariano, di fronte al monumento ai Caduti che per la prima volta entra a far parte del percorso di Monumenti Aperti, predisposto dal Comune che si è avvalso della collaborazione dell’associazione Imago Mundi, della Fondazione Sa Sartiglia e dell’Archivio Storico Comunale e degli indispensabili lavoro e partecipazione dei volontari, tra cui tantissimi alunni delle scuole. Si contano 1.200 persone impegnate nella due giorni che, stavolta avrà anche la gustosa e doverosa novità di vedere presentati alcuni dei monumenti in lingua sarda, grazie al lavoro fatto dalle quarte della scuola elementare di Sa Rodia. L'occasione è quella giusta anche per presentare la mostra delle foto dei bambini dell'Asilo Sant’Antonio raccolte da Dorina Mereu in decenni di lavoro, alla quale il primo cittadino ha donato il libro che raccoglie proprio il materiale fotografico donato al Comune nei mesi scorsi.
La maggior parte dei monumenti sono legati alla vita religiosa. Il peso della Curia si fa sentire anche nel prezioso lascito storico per cui tra i beni artistici da visitare ci sono l’antica Canonica della Cattedrale, la stessa Cattedrale di Santa Maria Assunta, il Seminario Tridentino, il Museo diocesano arborense, la Chiesa e il Convento di San Francesco, l’Oratorio della Purissima, la Chiesa e l’ospedale di Sant’Antonio Abate, la Chiesa di San Mauro Abate, la Chiesa di San Sebastiano, la Chiesa e il Monastero del Carmine, la Chiesa e il Convento di San Domenico, la Chiesa e il monastero delle Cappuccine, la Chiesa di Santa Lucia, la Chiesa di San Saturnino, la Chiesa della Beata Vergine Immacolata e il convento dei cappuccini, la Chiesa di San Martino, il Cimitero di San Pietro, la Chiesa di San Giovanni Battista, la Chiesa e il monastero di Santa Chiara, la Chiesa di Sant’Efisio Martire, la Chiesa di Santa Maria Maddalena a Silì, la Chiesa di San Nicola e l’Oratorio delle Anime a Massama, la Chiesa di Santa Petronilla a Donigala, la Casa madre della Compagnia del Sacro Cuore degli Evaristiani e il Santuario della Basilica del Rimedio.
Di grande interesse i siti museali e di documentazione quali l’Antiquarium Arborense, la Biblioteca comunale, la Pinacoteca comunale Carlo Contini, il Centro di documentazione sulla Sartiglia, il Centro di documentazione sul commediografo Antonio Garau, l’Archivio Storico Comunale e l’Archivio di Stato. Saranno inoltre aperti alle visite guidate i palazzi comunali (Scolopi, Campus Colonna, Carta), Palazzo Arcais, il Teatro San Martino e la sede del Gremio dei falegnami in via Eleonora. Sono poi visitabili i siti legati alla figura della giudicessa d’Arborea: la Casa di Eleonora, la piazza e la statua oltre alla Reggia Giudicale, la Cinta muraria medievale, la Torre di Portixedda che riapre dopo alcuni anni di chiusura e la Torretta medievale, il Portale di Vitu Sottu, la Torre spagnola di Torregrande e il ponte romano sul Tirso.
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