Il Comune è sconfitto, risarcirà un dipendente
Pagherà oltre 46mila euro nella causa vinta da un impiegato dell’Ufficio tributi Gli erano state affidate mansioni superiori a quelle previste dal contratto
ORISTANO. Causa vecchia, debito nuovo. Il Comune incassa la sentenza della Corte d’appello e si prepara a pagare un proprio dipendente più di quanto avesse fatto sinora. Le mansioni, nel campo del lavoro, hanno dei paletti ben delimitati dai contratti e quelle di Aldo Mantovani dovevano essere da dipendente di categoria B, invece sarebbero sconfinate nel più vasto campo di responsabilità legato a chi è dipendente di categoria C. In questo caso le lettere vanno al contrario rispetto a quanto non avvenga per i campionati di calcio – la A vale meno della B – e quindi all’impiegato comunale sarebbero state richieste prestazioni che non avrebbe dovuto svolgere, in quanto superiori alle sue mansioni.
È per questo che nelle sue tasche finirà una compensazione di 18mila e 652 euro più una parte di interessi. La spesa totale per l’amministrazione è invece di 46mila e 292 euro più spiccioli perché nel calderone del rimborso deciso dal giudice vanno inseriti anche gli oneri contributivi che, precedentemente, erano inferiori così come lo era la busta paga, e in più le spese legali fissate in 9mila e 492 euro.
Tutto nasce in un’altra epoca amministrativa e chi oggi ha firmato gli atti per risarcire il dipendente non è responsabile dell’errore avvenuto invece nel precedente decennio. L’inizio della causa infatti è del 2009 e ciò significa che la violazione contrattuale sarebbe avvenuta ancora precedentemente. In ogni caso, già nel 2010 il tribunale oristanese era stato in grado di decidere. Aveva dato ragione al dipendente dell’Ufficio tributi che fa capo al settore Programmazione e Bilancio. Gli avvocati Antonio e Noemi Cova, in primo grado, avevano anche strappato delle condizioni migliori con un risarcimento che raggiungeva quasi il doppio della cifra decisa invece in appello.
Il Comune, rappresentato dall’avvocato Gianna Caccavale, si era infatti opposto alla prima decisione, ritenendo la compensazione troppo elevata e così aveva giocato la carta dell’appello che ha portato alla rivisitazione al ribasso della somma e a una compensazione delle spese legali che ha consentito all’ente di evitare un esborso superiore.
Pochi spiccioli, esattamente 130 euro di spese legale, l’amministrazione pagherà per una causa persa di fronte al giudice di pace per l’immancabile multa contestata da un’automobilista che l’aveva ricevuta.
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