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Oristano

A fuoco tre betoniere: è un attentato incendiario

di Enrico Carta
A fuoco tre betoniere: è un attentato incendiario

Abbasanta, bruciati nella notte i mezzi dell’Impresa Costruzioni appalti stradali Qualcuno ha cosparso benzina e poi ha appiccato il rogo. Danni per 200mila euro

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ABBASANTA. Notte di fuoco, giornata di dubbi e di indagini. Qualcuno, ancora senza volto e senza nome, ha messo a segno quello che, senza paura di essere smentiti, è un attentato. Non ci sono indizi per dimostrare ciò, ci sono prove schiaccianti. Quel qualcuno, armato di benzina e accendino, ha afgito indisturbato nel terreno dell’Impresa Costruzioni Appalti Stradali della famiglia Marcis che custodisce i suoi mezzi in un terreno a poche centinaia di metri dal bivio che, dalla 131 dcn, porta in paese. Ha cosparso tre betoniere col liquido infiammabile, quindi ha acceso il rogo che in pochi attimi ha reso inutilizzabili i tre mezzi non assicurati, provocando un danno che potrebbe essere stimato in 200mila euro.

L’allarme è scattato poco dopo le 11 di giovedì notte e quaranta minuti più tardi i vigili del fuoco del distaccamento di Ghilarza avevano già spento le fiamme. Molto di più è durato il lavoro dei carabinieri della Compagnia di Ghilarza e della stazione di Abbasanta, coordinati dal maggiore Alfonso Musumeci e alle prese con un’indagine che si presenta tutt’altro che semplice. Di motivi per compiere un attentato ai danni dell’azienda di calcestruzzo ce ne sarebbero parecchi, partendo dalle gelosie di qualche concorrente di oggi, infastidito dal discreto numero di commesse che finiscono in mano alla Icas oppure facendo un salto all’indietro quando la ditta cessò la propria attività per problemi finanziari, lasciando inevitabilmente più di un creditore a mani vuote.

Ma i motivi che hanno spinto qualcuno a compiere l’attentato potrebbero anche essere altri. Di certo c’è che i tre mezzi non erano usciti ieri dalla rivendita. Le betoniere erano alquanto vecchie e avevano macinato chilometri in tutti questi anni e impastato tonnellate di cemento prima del fallimento e nuovamente ora che l’azienda sembrava aver imboccato la strada della rinascita. Ad Abbasanta si parla di un imminente reinserimento della Icas in uno dei cantieri che si trovano lungo la 131, dove avrebbero trovato un nuovo impiego anche diversi lavoratori della zona. Adesso tutto diventa ovviamente più difficile anche perché uno dei tre automezzi è stato reso quasi interamente inservibile dalle fiamme, mentre gli altri due hanno danni ingenti alla cabina.

I pochi indizi raccolti non sono certo sufficienti per arrivare a una soluzione rapida del caso, ma da quelli si deve pur partire. I carabinieri hanno ovviamente chiesto un aiuto ai titolari dell’impresa che hanno dato le indicazioni in loro possesso, mentre nessuno tra i residente delle case in periferia che si affacciano sulla strada che porta ad Abbasanta si sono accorti del momento in cui sono partite le fiamme.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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