Defibrillatori per una città a prova di cuore
Un accordo tra Comune e Azienda sanitaria: previsti per l’Oristanese undici presidi di soccorso
ORISTANO. Sono undici i presidi di soccorso dotati di defibrillatore semiautomatico previsti per Oristano e le sue frazioni nell’ambito del progetto “Oristano ci sta a cuORe”. L’iniziativa è stata portata avanti dal Comune e dalla Asl 5 di Oristano in collaborazione con la Centrale operativa 118 del sud Sardegna e prevede per ogni defibrillatore la presenza di operatori in grado di utilizzarli e gestire le prime fasi delle emergenze da arresto cardiaco, in attesa dell’intervento del personale medico.
«Abbiamo lavorato con i medici per creare la rete e un sistema per utilizzare al meglio le risorse- ha spiegato l’Assessore alla programmazione Giuseppina Uda durante la conferenza stampa di ieri mattina per la presentazione del progetto-. I defibrillatori verranno installati in punti strategici del tessuto cittadino e delle frazioni e saranno collegati col 118.»
Piazza Roma, viale Repubblica, Sacro Cuore, Torangius e il Palazzo degli Scolopi in piazza Eleonora saranno i punti di soccorso nella città di Oristano. Le frazioni interessate saranno Donigala, Nuraxinieddu, Silì, Massama e Torregrande e un altro defibrillatore sarà dato in dotazione alla polizia locale, nel Comando di via Carmine.
«In Italia circa 50mila persone tra i 45 e i 65 anni muoiono di morte improvvisa ma adesso tutti possiamo impegnarci per contrastare l’entità del fenomeno- ha spiegato il Commissario straordinario della Asl 5 Maria Giovanna Porcu -. La Asl metterà a disposizione dei formatori che avranno il compito di insegnare a 50 operatori l’uso dei defibrillatori».
«È un progetto molto importante per salvare la vita delle persone - afferma il dottor Salvatore Manca, alla guida del Dipartimento di emergenza-urgenza e cure intensive della Asl 5 di Oristano -e lo scopo è quello di ridurre le morti improvvise. La dislocazione dei punti di soccorso è stata fatta anche in relazione alla densità di popolazione».
«Con questa iniziativa si può restituire una vita migliore a chi soffre di problemi cardiaci. - ha spiegato il dottor Corrado Casula, referente del 118 -. La Catena della sopravvivenza ora prevede anche cittadino ed istituzioni. Il 118 è a disposizione per certificare e coordinare il lavoro, anche tramite il centro di formazione e gli operatori del servizio».
«Questo è solo un primo passo - prosegue l’Assessore Uda - stiamo monitorando tutte le presenze di defibrillatori in città e cercheremo di metterli tutti in rete. Chiediamo infatti agli operatori economici come i centri sportivi di partecipare ed aiutarci a completare l’iniziativa mettendo a disposizione della rete anche i loro defibrillatori».
Tra gli obiettivi del progetto anche la sensibilizzazione dei cittadini e la diffusione della cultura del primo soccorso.
Roberta Fois
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