Nomine, l’ira di Sanna: «Politica luogo di smercio»
Furiosa polemica dopo la scelta del rappresentante della Provincia al Consorzio L’ex presidente contro l’attuale amministratore straordinario Massimo Torrente
ORISTANO. L’ex assessore regionale ed ex presidente della Provincia, Gian valerio Sanna, non traffica spesso le pagine dei giornali. Stavolta si è messo al computer e ha scritto una durissima lettera contro l’amministratorie straordinario della Provincia e contro la classe dirigente che guida l’Oristanese. Lo spunto per questa invettiva viene dalla nomina del rappresentante della Provincia in seno al Consorzio industriale. Sanna aveva presentato la propria domanda, ma è stato escluso. Massimo Torrente gli ha preferito Massimiliano Daga. «La nomina così come è stata fatta è l'espressione più nitida del degrado pubblico e la sintesi più autentica di ciò che oramai rappresenta la politica in generale, ovvero il luogo di smercio fra quello che tu hai dato a qualcuno per qualcos'altro che deve andare in un'altra direzione», esordisce Sanna.
Ma è solo un piccante antipasto: il resto è all’altezza delle premesse e le supera persino. Sanna dice di aver presentato la candidatura a rappresentare la Provincia nel Consorzio industriale con un fine provocatorio. Anche se secondo Sanna tutto era già deciso: «il curriculum meno adeguato doveva pesare assai di più di quello che poteva vantare una esperienza ineccepibile su ogni fronte». Una selezione che si è svolta «attraverso la sottolineatura e, spesso la stessa invenzione, delle ragioni dell’esclusione dei fastidiosi pretendenti piuttosto che con l'esame, la ponderazione e la premiazione del valore assoluto di chi si era proposto».
Per Sanna «si sono mosse le solite eminenze grigie ( in ogni senso si intende) che vivono, si sa, all'ombra di perenni miraggi di assunzioni, di traffici, di ritorni elettorali» e alla fine si è scelto «di andare con una macchina scassata ed inadeguata che consentisse comunque la fermata ai bancomat della politica più meschina, piuttosto che una Ferrari in grado di assumere un ruolo rappresentativo per un territorio sprofondato, oramai a detta di tutti, nella più totale inconsistenza».
«Questo territorio, il suo stato generale, il degrado crescente che lo contraddistingue e la disperazione sociale ancora dignitosamente sottotraccia, che, tuttavia, cova fra la nostra gente, è un tutt'uno con la sua classe dirigente, con i personaggetti elevati agli altari della rappresentanza politica senza neppure avere i fondamenti culturali proporzionati al compito, che purtroppo governano, amministrando come sempre fanno, i loro piccoli interessi di sopravvivenza politica.
Sanna annuncia che non farà ricorso: «Sarebbe un lusso troppo grande per questi personaggi. Sarebbe come ricorrere contro l'asino perché raglia. Perderei certamente la causa perché, l'asino che è asino, continuerà sicuramente a ragliare».
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