La Nuova Sardegna

Oristano

Senza un lavoro e malata di tumore ora vive in un’auto

di Michela Cuccu
Senza un lavoro e malata di tumore ora vive in un’auto

Nicoletta Sanna, cuoca di 44 anni, lavorava in Inghilterra «Mi sono operata, ma non ho neppure la pensione»

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ORISTANO. La disgrazia non fa certo disparità di genere. Ne sa qualcosa Nicoletta Sanna, 44 anni, che ormai da due mesi vive dentro la sua vecchia automobile. Non ha una casa la signora Nicoletta perché non può permettersela e non ha un lavoro ed è malata. E pensare che fino a tre anni fa lei, cuoca in Inghilterra per oltre vent’anni, i problemi economici proprio non sapeva cosa fossero. «Tutto ha avuto inizio con una diagnosi di tumore maligno che mi fecero in Inghilterra – dice – dovevo essere operata e ho scelto di tornare a Oristano, la mia città. Non tanto perché ritenessi che in Italia mi avrebbero curata meglio, ma solo perché avevo paura di non capire i medici e di non sapere come curarmi una volta dimessa. Insomma, anche se dopo tanti anni l’inglese l’avevo imparato bene, mi era venuto il dubbio di non farcela da sola». Nel 2013 Nicoletta è costretta a licenziarsi e ritorna a Oristano. «Non avevo nessuno da cui andare e per fortuna, all’inizio, dopo il primo, importante intervento chirurgico fatto a Cagliari, ottengo dal Comune di Oristano la possibilità di sistemarmi in una stanza», racconta. Sistemazione provvisoria che è durata solo un anno «In Comune mi spiegarono che c’erano altre persone che attendevano di trovare un alloggio». Nel frattempo, Nicoletta entra ed esce dagli ospedali: ancora Cagliari, poi Oristano, fa terapie, anche importanti. Arrivano le complicazioni, altri farmaci, altre cure e lei che nel frattempo era riuscita ad essere inserita nei progetti che l’implacabile linguaggio della burocrazia definisce “Estreme povertà”, e altro non solo brevissimi periodi di lavoro in cambio di un assegno di sussistenza, (neanche 500euro al mese), riesce a prendere in affitto una casetta. «Poi però anche i cantieri comunali devono rispettare delle turnazioni, io mi ammalo ancora, insomma, perdo il lavoro, resto senza un soldo e, inevitabilmente, arriva lo sfratto». Di sfratti, Nicoletta, riferisce di averne subiti tre. «Non posso certo biasimare i proprietari delle case – dice – era nel loro diritto». Ma intanto lei, sola e malata, finisce per strada. Non possiede alcun reddito e inattesa della pensione di invalidità che ha richiesto all’Inps, anche per mangiare deve rivolgersi alla Mensa del povero. «Le suore sono gentili – spiega – mi aiutano, ma io non posso adattarmi a mangiare di tutto per via dei farmaci, tanti, che devo assumere quotidianamente. Così non è raro che a volte, mi devo arrangiare con un pezzo di pane». Nicoletta racconta di dover affrontare quotidianamente problemi molto seri. «Sono stata costretta a presentare una denuncia nei confronti di un gruppo di bulletti che mi ha preso di mira», dice lei che di periodi piuttosto bui ne ha passato parecchi «di quelli che ti fanno decidere di farla finita. Per fortuna, dopo l’ennesima crisi, mi hanno regalato una cagnetta, Luna, ora vivo per lei».

Ormai da due mesi Nicoletta dorme in un’automobile. «Ma Equitalia, che rivendica il pagamento di 10mila euro per debiti che risalgono a 16 anni fa, mi potrebbe sequestrarla da un giorno all’altro. Io nel frattempo ho chiesto aiuto anche al sindaco – conclude – che mi ha detto di non poter far nulla per me».

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