La Nuova Sardegna

Oristano

I pescatori navigano in acque tranquille

di Claudio Zoccheddu
I pescatori navigano in acque tranquille

Cabras, la sicurezza nello stagno cresce con i corsi predisposti dal Consorzio Pontis

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CABRAS. La sicurezza prima di tutto. È una regola che vale anche per i pescatori del Consorzio Pontis che in questi giorni stanno ultimando i corsi di aggiornamento sull’antincendio, sul primo soccorso e sulle norme di sicurezza da rispettare negli ambienti di lavoro. Niente di particolarmente complicato, giusto le operazioni che ogni operaio deve essere in grado di compiere quando l’emergenza irrompe nella giornata lavorativa. Quindi, prove di soccorso e di utilizzo degli estintori in riva allo stagno, con un fuoco aizzato per l’occasione e spento aprendo e orientando alla base delle fiamme il getto dell’estintore.

Eppure, gli aggiornamenti professionali per i pescatori hanno riportato a galla un vecchio tormentone che circola da anni negli ambienti della pesca professionale. Una storia legata alla sicurezza delle imbarcazioni, e soprattutto degli imbarcati, che solcano lo stagno in lungo e in largo. Secondo alcuni ex pescatori, infatti, la sicurezza non sarebbe una prerogativa della pesca nella laguna Mar ’e Pontis. Voci che, puntualmente, sono state smentite dal presidente del Consorzio, Francesco Meli: «La gran parte delle barche sono a remi e dunque è improbabile che possa nascere un incendio – spiega –, mentre quelle a motore sono spinte da fuoribordo. Non ci sono motori entrobordo nelle nostre imbarcazioni e sono proprio quelli che corrono il rischio di finire in fiamme».

Sulla mancata presenza degli estintori a bordo, poi, c’è da fare una distinzione: «I nostri pescatori operano utilizzano la licenza del Consorzio, che è unica e vale per tutti. In casi come questo la legge non impone la presenza di estintori. Diverso è il caso delle licenze legate alle singole imbarcazioni, come quelle che vengono utilizzate per la pesca in mare che devono avere gli estintori e tutte le dotazioni necessarie a combattere un’eventuale incendio».

Per quanto riguarda la sicurezza e il primo soccorso, non c’è nulla da temere: «Ogni barca, anche quelle a remi, ha i suoi salvagente e le necessarie dotazioni per il primo soccorso – conferma Francesco Meli – ed è anche per non farsi trovare impreparati e utilizzare al meglio questi pacchetti di accessori che le cooperative di pesca organizzano i corsi di aggiornamento per tutti i soci. È un obbligo di legge, ma anche una buona prassi che limita tutti i rischi sul lavoro», conclude il presidente del Consorzio Pontis. Dunque, il lavoro sullo stagno è più sicuro che mai e i pescatori, è il caso di dirlo, navigano in acque tranquille quando si tratta di sicurezza, antincendio e primo soccorso. Il pericolo, fortunatamente, non è il loro mestiere.

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