Solidarietà dei sardi per pagare l’affitto alla donna senza casa
Il gruppo Facebook “Solu in sardu” contatta il Comune Mercoledì un incontro con l’assessore Maria Obinu
ORISTANO. «Fino a oggi ci siano occupati di storia, cultura e tradizioni della Sardegna, ma nulla ci vieta di unire le forze per aiutare i sardi in difficoltà». Per Nicoletta Sanna, la donna malata che , sfrattata, da due mesi dorme in macchina, si intravede uno spiraglio di speranza. Un gruppo di volontari, si è offerto di pagarle l’affitto di casa. Lo hanno fatto nel modo più semplice e spontaneo: una telefonata all’assessore comunale alle Politiche sociali, Maria Obinu, che ha fissato, per mercoledì prossimo, un incontro in Comune.
Mario Demontis, di Oschiri, è uno dei promotori dell’iniziativa. Racconta: «Dopo aver letto l’articolo, ho lanciato l’idea sul gruppo Facebook “Solu in sardu” che abbiamo costituito cinque anni fa e che oggi conta più di 15mila adesioni». Le risposte, positive e di incoraggiamento (con commenti in limba, caratteristica che contraddistingue la comunicazione fra i componenti del gruppo social, sono arrivate subito. In limba Mario Demontis ha scritto di aver contattato l’assessore Maria Obinu, dando notizia dell’incontro che ci sarà in Comune a Oristano.
Ha idee precise, Mario Demontis su come concretizzare il progetto di solidarietà e, possibilmente, moltiplicarlo in maniera che anche altre persone in stato di bisogno, possano beneficiarne. «Siamo in tanti e se ciascuno di noi metterà anche un solo euro, potremo riuscire a pagare l’affitto per una casa a questa signora, ponendo fine al suo enorme disagio». Una solidarietà spontanea e che Mario Demontis vorrebbe estendere anche ad altri, appunto, partendo dai social. «Internet è un modo splendido di tenersi in contatto anche quando si vive molto lontani fra noi. Basti pensare che al nostro gruppo aderiscono tantissimi sardi all’estero. Condividiamo idee, pensieri, informazioni e progetti. Forse è questo, l’utilizzo dei social, uno dei modi più attuali e rapidi per dare risposte alle persone in difficoltà».
E lancia un appello ad altri gruppi che si sono formati attraverso i social: «Creiamo una rete di solidarietà proprio attraverso i vari gruppi e le comunità che comunicano on line. Si può costruire un modo nuovo e rapido di dare una mano, in maniera concreta, alle persone che hanno bisogno. Del resto – aggiunge Mario Demontis – la Sardegna sta affrontando un periodo di crisi economica gravissima. Di vicende come quello di Nicoletta Sanna, costretta a vivere in macchina perché è malata e non può lavorare, ce n’è tanti. Ci sono famiglie, bambini, uomini e donne in fortissimo stato di bisogno. Non è più tempo di restare impassibili e far finta di nulla».
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