Tagli e mobilità in vista, i dipendenti protestano
ORISTANO. L’avevano annunciato e hanno immediatamente eseguito. I lavoratori della Provincia, dopo l’assemblea dei giorni scorsi, hanno proseguito con la loro protesta dando vita a un sit in davanti...
ORISTANO. L’avevano annunciato e hanno immediatamente eseguito. I lavoratori della Provincia, dopo l’assemblea dei giorni scorsi, hanno proseguito con la loro protesta dando vita a un sit in davanti alla Prefettura al quale ha partecipato la totalità dei dipendenti dell’ente. Nel mirino c’è l’articolo 6 della legge regionale del 20 aprile ritenuta dannosa. Per Cgil, Cisl e Uil «taglia il futuro dei servizi ai sardi su ambiente e disinfestazione, gestione della viabilità e dell’edilizia scolastica». Il passo decisivo sarà l’eliminazione degli operatori che ne garantiscono l’esecuzione.
«Questa norma unica, in senso negativo, in Italia deve essere abrogata», sostengono i lavoratori, i cui rappresentanti sindacali sono stati ricevuti durante il sit in dal prefetto, al quale hanno chiesto un intervento tramite il Commissario della Sardegna per il governo che porti alla cancellazione della norma. Si eviterebbe così la disparità di trattamento rispetto a tutte le regioni, nonché l’ennesimo danno all’Oristanese.
Negli stessi momenti, a Cagliari, l’assessore regionale degli Enti locali, Cristiano Erriu, era impegnato in un incontro con i sindacati e con l’Anci Sardegna, nell’ambito del tavolo istituzionale sul monitoraggio del personale delle Province, per proseguire la discussione del protocollo d’intesa sulla mobilità dei dipendenti. L’assessore si è impegnato ad accelerare il percorso di attuazione della riforma e in particolare, per le questioni che riguardano i dipendenti delle Province, a far riesaminare dalla giunta la delibera prevista dalla legge, nella quale si tenga conto delle preoccupazioni manifestate dai sindacati in merito al processo di mobilità e riorganizzazione del personale e delle funzioni in capo alle Province e alle Unioni di Comuni.
Cgil, Cisl e Uil dovranno invece pronunciarsi sulla possibilità di avvalersi delle leggi di stabilità statali e dell’utilizzo del portale della mobilità.
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