Casa di via Onroco, si va in causa
Il privato che l’acquistò dal Comune per 308mila euro vuole annullare il contratto
ORISTANO. Vecchio, diroccato e al centro di una contesa che vedrà il Comune finire in tribunale pronto a dare battaglia, così come il privato che ha trascinato l’amministrazione di fronte al giudice. L’edificio cadente di via Onroco, spesso al centro delle attenzioni di chi chiede decoro nel centro storico e in generale in tutta la città, sarà al centro anche della contesa che avrà come arbitro la sezione civile del tribunale, dove il Comune e il signor Mariano Pireddu si ritroveranno sui due fronti della battaglia giudiziaria.
Questo è solo l’ultimo capitolo di una storia che inizia nel 2010, quando in agosto viene stipulato il contratto con il quale l’amministrazione cede al privato la proprietà di quello stabile che ora il signor Mariano Pireddu vuole restituire al Comune. E ovviamente ci rinuncerebbe non gratuitamente, perché sta chiedendo indietro anche i soldi che versò all’epoca del contratto che ora chiede venga annullato.
In effetti sborsò una cifra notevole, esattamente 308mila euro, per comprare l’edificio che allora apparteneva al Comune. Cosa, in questi anni, ha dunque fatto cambiare idea al nuovo proprietario? Secondo quanto rappresentato dagli avvocati Antonio Roberto Fozzi e Giuseppe Macciotta, Mariano Pireddu si sarebbe trovato di fronte a una serie di inattesi vincoli imposti dalla Soprintendenza e di costosi interventi di messa in sicurezza dello stabile che non erano stati previsti. Il contratto di compravendita, in questo caso, avrebbe dovuto indicare anche che ci sarebbero state delle spese ulteriori da affrontare.
Il Comune non sta però a guardare e, dopo aver esaminato la questione negli uffici, ha deciso attraverso una delibera di giunta di resistere in giudizio, con la costituzione che è stata depositata ieri mattina dall’avvocato dell’ente, Gianna Caccavale.
L’amministrazione avrebbe i suoi buoni motivi per non darla vinta al privato. Per prima cosa, le condizioni alquanto precarie dello stabile erano visibili anche a occhio nudo e conosciute. Per quanto poi riguarda la questione dei vincoli, questi sono inevitabilmente imposti a tutti gli edifici con una certa età e ancor di più se questi si trovano all’interno del perimetro del centro storico e quindi in una zona con tutele urbanistiche e architettoniche elevate.
Adesso la palla passa al giudice con la prima udienza già fissata per il 6 giugno, primo atto della battaglia legale che vale una fetta cospicua del bilancio comunale. (e.c.)
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