La Nuova Sardegna

Oristano

inizia la mobilitazione

È nato il comitato del “No” al referendum costituzionale

ORISTANO. «Bugiarda, arrogante e autoritaria». I portavoce del Comitato referendario OristaNo non usano mezzi termini per definire la riforma della Costituzione approvata definitivamente lo scorso...

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ORISTANO. «Bugiarda, arrogante e autoritaria». I portavoce del Comitato referendario OristaNo non usano mezzi termini per definire la riforma della Costituzione approvata definitivamente lo scorso aprile dal Parlamento. «È una riforma molto complessa che riguarda temi importanti e delicatissimi e che rischia di condizionare negativamente il futuro della Sardegna e di Oristano» hanno spiegato Giorgio Ligas, Adriano Sitzia e Maria Carmela Contini, raccontando i motivi per i quali assieme a un gruppo di una ventina di uomini e donne oristanesi hanno deciso che era giunto il momento di darsi da fare per stoppare una riforma «che è stata imposta dal governo Renzi a un parlamento illegittimo di nominati e che riduce pesantemente i diritti e gli strumenti di partecipazione dei cittadini».

«Siamo il primo Comitato per il No di Oristano e il secondo in Sardegna», hanno detto spiegando che la sfida non era quella di arrivare primi, ma quella di non arrivare in ritardo. «Perché a ottobre si vota e tra Europei di calcio, Olimpiadi di Rio, vacanze, Settembre oristanese e sagre varie di tempo per spiegare agli oristanesi le mille ragioni per le quali bisogna votare no ne resta davvero poco».

Il programma di eventi e iniziative per raggiungere e convincere il numero più alto di elettori è ancora tutto da scrivere, ma intanto sulla pagina Facebook del Comitato le ragioni del no cominciano già a circolare. «Votare no in questo referendum significa dire si all’autonomia e alla democrazia» spiegano anche i primi volantini preparati dal Comitato che poi entrano nei dettagli spiegando che la riforma targata Renzi riduce l’autonomia di istituti di garanzia fondamentali come la Presidenza della Repubblica e la Corte costituzionale, ma non taglia i costi della politica come invece vogliono far credere i sostenitori del si, non semplifica ma semmai complica i procedimenti legislativi e indebolisce fortemente l’autonomia delle Regioni e le specificità statutarie della Sardegna.

Insomma, per il Comitato OristaNo non ci sono dubbi: «Questa è una riforma che toglie sovranità al popolo e punta a concentrare tutto il potere nelle mani di poche persone». E la conclusione è una sola: «Votando no al referendum di ottobre abbiamo la possibilità di bocciarla e di farne scrivere una migliore a una assemblea costituente eletta col sistema proporzionale da tutti gli italiani». (fgp)

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