Omicidio Murranca, l’accusa fa appello
POMPU. Si torna a Cagliari. Stesso tribunale, ma cambiano i giudici. Il pubblico ministero Paolo De Falco ha infatti presentato appello contro la sentenza di primo grado per il processo per l’omicidio...
POMPU. Si torna a Cagliari. Stesso tribunale, ma cambiano i giudici. Il pubblico ministero Paolo De Falco ha infatti presentato appello contro la sentenza di primo grado per il processo per l’omicidio del commerciante Antonio Murranca. Il 17 marzo la corte d’assise del tribunale di Cagliari aveva detto che i colpevoli erano tre e che i loro nomi corrispondevano a quelli dei tre imputati. Ma rispetto alle richieste dell’accusa, rafforzate dalla posizione dell’avvocato di parte civile Gianfranco Siuni, i giudici avevano distribuito le condanne in maniera diversa. Aveva ritenuto il solo Graziano Congiu quale colpevole del delitto avvenuto a fine settembre del 2014 e per questo gli aveva inflitto venticinque anni e sei mesi. Per gli altri due imputati era caduta l’accusa di omicidio volontario ed era rimasta in piedi esclusivamente quella di distruzione di cadavere che aveva portato alla doppia condanna di Lorenzo Contu e Stefano Murru, che dovranno scontare rispettivamente quattro anni e mezzo e cinque anni.
La parola fine però non è stata ancora scritta visto che, come prevedibile, il pubblico ministero ha presentato appello, ritenendo ingiustificate le assoluzioni di Lorenzo Contu e Stefano Murru e troppo bassa la pena per Graziano Congiu. I tre erano stati arrestati due mesi e mezzo dopo l’omicidio, avvenuto al rientro da una trasferta di Antonio Murranca in Gallura per la vendita di frutta e ortaggi. Le circostanze in cui maturò il delitto non sono mai state chiarite, ma una serie di intercettazioni ambientale sommate a qualche testimonianza, portarono gli inquirenti sino ai amici allevatori, che la sera stessa del delitto bruciarono il corpo senza vita in un boschetto nelle campagne di Marrubiu. La difesa affidata agli avvocati Angelo Battista Marras per Graziano Congiu, Carlo Figus per Stefano Murru e Carlo Michele Ibba per Lorenzo Contu la pensa ovviamente in maniera diversa dall’accusa. E ora l’appello riapre la contesa in aula, dove, considerando i tempi procedurali non si arriverà prima di settembre.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
