Gabbie Vuote contro Voci di Maggio
L’associazione contesta la contemporaneità con le sagre della vitella e del maialetto
CUGLIERI. La manifestazione Voci di Maggio è stato un successo assoluto, ma c’è anche chi non ha gradito che il grande concerto fosse accompagnato da alcuni eventi collaterali. All’associazione animalista Gabbie Vuote ad esempio non è affatto piaciuto l’abbinamento dei concerti mucicali con le sagre della vitella e del maialetto.
«A giudicare dalle istituzioni e associazioni che hanno sostenuto e patrocinato Voci di Maggio è una manifestazione molto sentita ed è una manifestazione che, con altri titoli, si svolge in numerose altre zone d’Italia. In Toscana c’è Cantar Maggio, in Emilia Romagna c’è Siam venuti a cantar Maggio, in Piemonte ci sono tanti appuntamenti in cui si cantano canzoni popolari propiziatorie al raccolto e al lavoro. Il programma è sempre caratterizzato da spettacoli canori, musicali, teatrali. In Sardegna, oltre alla voce di chi canta, si è ascoltata la voce di chi ha urlato prima della condanna a morte. I vitelli e i maialetti sono cuccioli e queste tradizioni agro-pastorali e identitarie della Sardegna di mangiarli durante abbuffate festaiole sono crudeli tanto in Sardegna come in qualsiasi altro luogo. Voci di Maggio è una tradizione culturale importante da mantenere, ma aggiungere una strage di animali in nome della tradizione e della festa è ingiustificabile», spiegano in una lunga nota i responsabili dell’associazione che poi si chiedono anche: «Come può essere difesa un’identità che si basa sul massacro di piccoli esseri senzienti? Sarebbe opportuno che a Maggio si ascoltasse la loro voce prima di morire e decidere se sia il caso di persistere in una così crudele mattanza».
È un parere e come tale rispettabile, ma certamente ha trovato per contro tantissimi altre opinioni differenti tra i tanti appassionati di musica e buon cibo che a Santa Caterina hanno fatto da magnifica cornice a una manifestazione che era già magnifica di suo.
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