Omicidio Atzori, nuove perquisizioni nel luogo del delitto
Aidomaggiore, vasta operazione dei carabinieri Sopralluoghi e verifiche anche nelle proprietà della vittima
AIDOMAGGIORE. Sono tornati in forze anche lì, dove all’alba del 18 settembre dell’anno scorso Felice Atzori venne ucciso a colpi di fucile. I carabinieri, coordinati dal comandante della Compagnia di Ghilarza, Alfonso Musumeci, hanno effettuato dalle prime ore del mattino di ieri una grande operazione di controllo nelle campagne tra Aidomaggiore e Sedilo, nell’ambito delle indagini per l’omicidio dell’allevatore 77enne.
Difficile parlare di svolta: gli investigatori non forniscono molti dettagli sull’operazione che ha visto impegnati un’ottantina di militari. Fanno trapelare alcuni elementi che forse potrebbero provocare dei movimenti utili alle indagini.
Si sa, ad esempio, che tra i terreni, le case e le aziende perquisite dai militari dell’Arma, ce ne sono anche alcune di proprietà della vittima. Compresa la tenuta nella zona di “Sa tanga noa”, che fu teatro dell’esecuzione. Cosa cercavano i carabinieri nelle proprietà di Felice Atzori e, in modo particolare, nell’azienda dove fu consumato l’omicidio? A distanza di otto mesi quali elementi possono essere ancora trovati nel luogo del delitto o quali elementi nuovi possono essere comparsi? Dagli investigatori su questi aspetti non arrivano ulteriori particolari. Si sa che nel corso dell’operazione di giovedì mattina sono state interrogate diverse persone. Tra queste anche una delle sorelle della vittima.
Si è anche parlato di una misteriosa auto che, il giorno dell’omicidio, sarebbe stata vista da un testimone mentre si allontanava a gran velocità dalla zona di “Sa tanga noa”. Un elemento nuovo, ma non sarebbero state trovate tracce della vettura sospetta né, tantomeno, del suo conducente.
Un mese dopo l’omicidio i carabinieri avevano già eseguito un’altra operazione che aveva portato al sequestro di diversi fucili nelle abitazioni di una decina di persone. Stavolta non ci sarebbero stati sequestri di armi da fuoco.
Sono stati utilizzati nelle ricerche, nei rastrellamenti e nelle perquisizioni anche i cani delle unità cinofile e un’elicottero che ha pattugliato la zona dall’alto.
Felice Atzori venne ucciso la mattina del 18 settembre 2015. Era appena arrivato nella sua azienda di “Sa tanga noa”, a bordo della Chevrolet Aveo grigio scuro. Aveva aperto la portiera ed era sceso, ma subito era stato colpito dalle fucilate sparate dal killer che lo attendeva.
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