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Oristano

Trenino verde, un piccolo tesoro da valorizzare

di Ivana Fulghesu
Trenino verde, un piccolo tesoro da valorizzare

Linea Mandas-Sorgono, lavoratori e sindaci alla Regione: «Non sappiamo quali sono le intenzioni dell’Arst»

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LACONI. La stagione turistica sta per iniziare, ma il calendario 2016 dei viaggi del Trenino Verde non è ancora stato definito e autorizzato.

Al ritardo nella programmazione si aggiunge l'incertezza e la mancata informazione perché ad oggi non si conoscono le reali intenzioni dell'Arst sui viaggi del trenino verde relative alla tratta Mandas-Sorgono.

Per questo motivo i 20 lavoratori e il loro sindacato Faisa - Cisal, hanno coinvolto i Sindaci del territorio e il Comitato “Salviamo il Trenino Verde della Sardegna”, per organizzare un incontro, fissato per il prossimo 27 maggio a Tonara, al quale parteciperanno gli operatori turistici, i sindacati e le associazioni ambientaliste.

Oltre l’importanza della vertenza per la promozione turistica agli organizzatori preoccupa l'incertezza per i lavoratori.

«Non sfugge a nessuno – scrivono i promotori dell'incontro – l'importanza della situazione in cui versano lavoratori della tratta in questione, infatti il perdurare di questa situazione, per i precari causerà senz'altro la perdita del lavoro e per alcuni dipendenti il trasferimento in prossimità di Cagliari. Le ripercussioni di questi eventi nelle nostre zone saranno gravissime, concorrendo alla spirale dello spopolamento che provoca danni economici e sociali irreparabili e inarrestabili».

Altra questione i mancati finanziamenti statali. «È molto grave – sottolineano – che il governo nazionale ha finanziato tutte le tratte turistiche in Italia, escludendo solo la Sardegna. È stata richiesta al riguardo persino una audizione presso la commissione ministeriale competente per chiedere conto sulle ragioni, incontro fissato per l'11 maggio scorso di cui aspettiamo di conoscere gli esiti».

Il Trenino verde rappresenta indubbiamente per le zone dell'interno una risorsa preziosa da difendere in modo unitario come ha sottolineato Paolo Pisu del Coordinamento del Comitato Salviamo il Trenino Verde.

«Oggi – dice Pisu – oltre ai fondi regionali e statali ci sono da programmare e spendere i fondi comunitari che non devono essere utilizzati solo o prevalentemente a vantaggio delle città e delle zone costiere, ma anche per un progetto di rinascita e contro lo spopolamento delle aree interne». In attesa di poter impiegare e poi spendere i soldi a disposizione il Trenino Verde attende ancora un concreto e fattibile piano di rilancio che riesca ad andare oltre la poco efficace preogrammazione annuale.

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