La Nuova Sardegna

Oristano

Nuova presidenza, bufera sul Consorzio

di Enrico Carta
Nuova presidenza, bufera sul Consorzio

L’assemblea dell’ente industriale decide per un rinvio a lunedì dopo diverse ore di accuse e minacce di denunce penali

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ORISTANO. Sale, olio e molto pepe. Più condita di così l’assemblea che doveva servire a nominare il nuovo presidente del Consorzio Industriale non poteva essere. Alla fine è risultata talmente piccante da non poter essere consumata sino in fondo, tanto che si è resa necessarria una nuova convocazione per lunedì mattina, arrivata dopo una lite fragorosa tra il presidente uscente Claudio Atzori e i revisori dei conti che, all’inizio dell’assemblea, gli hanno risposto picche alla richiesta di verificare se tutti i presenti fossero legittimati a farlo.

La partecipazione del sindaco di Santa Giusta, Antonello Figus, è stata la scintilla che ha fatto scoppiare la guerra. Da sempre il primo cittadino lagunare ha ribadito di essere titolato a presenziare sia all’assemblea sia al consiglio di amministrazione, ma, altrettanto da sempre il Consorzio Industriale gli aveva negato l’accesso perché lo ritiene incompatibile sulla base di un parere della Regione.

Fosse tutto qui l’inghippo, si potrebbe pensare che la questione verrebbe risolta in fretta, anche se si dovesse passare per uffici o tribunali. In realtà i problemi che ci sono dietro sono anche politici e non di poco conto. Succede infatti che, assai insolitamente, il rappresentante nominato dalla Provincia, non incontri il favore o la maggioranza dei voti degli altri componenti dell’assemblea. Su Massimiliano Daga, con tanto di polemiche, aveva puntato il commissario della Provincia, Massimo Torrente. Eppure, anche volendo considerare sin da ora valida la presenza di Antonello Figus nell’organo del Consorzio, il suo nome non ha raggiunto il gradimento massimo. Anzi l’assemblea è spaccata esattamente a metà, anche sulla scorta di uno scontro non certo sotto traccia all’interno del Pd. Il sindaco Guido Tendas e il presidente della Camera di Commercio, Pietrino Scanu, convergono infatti sul nome dello stesso Pietrino Scanu per sostituire Claudio Atzori. Dall’altra parte della barricata, su posizioni al momento inconciliabili rispetto a quelle del “nemico”, siedono Antonello Figus e lo stesso Massimiliano Daga che sulla sua maglietta, secondo le immancabili voci dei ben informati, porterebbe lo sponsor politico del consigliere regionale Antonio Solinas.

Eccole allora le due parti del Pd (Solinas-Tendas) che si scontrano e che, difficilmente, arriveranno a una sintesi. Ma al di là delle questioni di partito, la seduta di ieri si è conclusa dopo cinque ore di braccio di ferro tra il presidente uscente Claudio Atzori e i revisori dei conti. Questi continua a ritenere la presenza di Antonello Figus illegittima, ma secondo i revisori Claudio Atzori avrebbe solamente dovuto convocare l’assemblea e poi farsi da parte. Ma lui ribatte: «Se sono in carica, vuol dire che ho ancora il potere di convocare l’assemblea. Se convoco l’assemblea, ho tutti i poteri conferiti al mio incarico sino a che questa non si è chiusa. Non c’è una soluzione alternativa: se io posso convocare l’assemblea, allora ho ancora il potere per chiedere ai revisori se sia corretta la composizione dell’assemblea. Antonello Figus non può stare in assemblea, anche se lui ha presentato un’autocertificazione in cui afferma il contrario. Adesso aspetto la delibera di nomina del nuovo presidente, poi porto tutto alla procura della Repubblica perché in questo momento si sta compiendo un atto contro legge. Un’assemblea fuorilegge non può prendere alcuna decisione». Ammesso che la prenda e non si resti sul due a due. E in questo caso il pareggio non può accontentare le squadre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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