Feurreddu, segnaletica fai-da-te nelle vie niente targhe né numeri
Cabras, la protesta non trova ascolto in Comune: «Il sindaco ci dice che non ci sono soldi» E così anche i civici sono stati dipinti dai proprietari delle case, urbanisticamente in regola
CABRAS. Le case ci sono, anche le strade asfaltate, i marciapiedi e persino l’illuminazione pubblica. Peccato che nessuno sappia dove si trovi via Danubio, così l’ha chiamata il Comune che però si è dimenticato di mettere una targa con il nome e i numeri delle abitazioni. Per le famiglie che abitano nella zona alla periferia del paese, che tutti conoscono come “Feurreddu”, i problemi sono tanti. Se vivere nella riservatezza può anche assicurare una certa dose di tranquillità, nel senso che magari, in questo modo si evitano visite poco gradite, il contro è fatto di una serie di inconvenienti, uno su tutti, non ricevere la corrispondenza. «E siccome per posta arrivano anche le bollette, se il portalettere di turno non è pratico della zona, rischiamo che queste vengano rimandate indietro con il rischio, grave, che ci slaccino luce, telefono e acqua». Mario Corona è uno degli abitanti (sei le famiglie solo nel suo vicinato) che da anni conducono una vera e propria battaglia impari per ottenere un’adeguata toponomastica che permetta di diventare “reali” almeno agli occhi delle Poste. Dice «Ogni volta che vado in Comune a sollecitare, la risposta è sempre la stessa. Il sindaco, pur con garbo, mi dice ogni volta che non ci sono risorse. Eppure, noi tutti abbiamo pagato gli oneri di urbanizzazione. Insomma: la lottizzazione è in perfetta regola. Mancano sole quelle targhe che non sono affatto superflue». E se la spending review si è messa di traverso impedendo agli abitanti di diventare “visibili” sono stati proprio loro, i condomini, ad attrezzarsi anche se in modo “casareccio”, attaccando ad una rete un cartello di legno che indica appunto via Danubio. Hanno anche scritto i numeri civici sulle facciare delle case, sperando in questo modo di essere rintracciati almeno dal postino. Che nel frattempo è stato sostituito da un collega che, come riferisce Corona «ancora non ha dimestichezza con il vicinato.La cartellonistica “fai da te” tuttavia ha i suoi limiti e capita che lo stesso numero civico venga riportato su due case diverse e poi c’è vico Danubio che non è per nulla segnalato. Il tutto rendendo ancora più complicato il lavoro del portalettere, ma soprattutto, la vita dei residenti costretti ad annotare con puntualità certosina le scadenze delle varie bollette e dei pagamenti avvenuti. «Precauzione spesso vana– commenta Corona – ormai sono anni che facciamo la spola con Abbanoa, Enel e Telecom, costretti a recarci di persona agli sportelli per chiedere notizie di questa o quella bolletta». E siccome per posta arriva anche altra corrispondenza, ugualmente importante, come fatture, o comunicazioni della banca dove viene accreditato lo stipendio, non è difficile immaginare i mille problemi, quando, la posta, non arriva più.
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