Porto: oggi la decisione del Tar, ma è già pronto un altro ricorso
BOSA. Sul ricorso presentato al Tar Sardegna la camera di consiglio è prevista ormai fra poche ore. Ma la Marina di Porto Rotondo Srl non si è limitata a inviare l’incartamento che chiede di...
BOSA. Sul ricorso presentato al Tar Sardegna la camera di consiglio è prevista ormai fra poche ore. Ma la Marina di Porto Rotondo Srl non si è limitata a inviare l’incartamento che chiede di annullare gli atti di Regione e Comune sulla darsena fluviale di S’Isula al solo tribunale amministrativo della Sardegna.
La società che fa capo all’amministratore unico Gianfranco Molinas, punto di riferimento anche per la Porto di Bosa Srl, ha presentato ricorso straordinario al Capo dello Stato. Questione sulla quale la giunta municipale presieduta dal sindaco Luigi Mastinoha conferito l’incarico di tutelare gli interessi del Comune all’avvocato Diego Lumbau del foro di Sassari.
Due quindi i fronti sui quali il Comune si dovrà misurare, con ripercussioni sulle possibili decisioni future nella gestione del porto fluviale pubblico di S'Isula, in attività a Bosa dal 2007 dopo la complessa gara d’appalto internazionale bandita dal Comune e vinta dalla Marina di Porto Rotondo Srl. Società che, insieme al Comune, diede vita alla società mista Porto di Bosa Spa, operativa fino a quando, in base alle disposizioni nazionali in materia, il consiglio comunale non stabilì mesi fa di uscire dalla compagine azionaria.
A quel punto la Spa si trasforma in una Srl, e proprio su questo aspetto si apre uno dei nodi cruciali di questa vicenda, considerato che l’amministrazione ha intimato alla Porto di Bosa Srl di restituire la darsena per tornare alla piena disponibilità del bene.
Decisione che non trova d’accordo la Marina di Porto Rotondo Srl, che ha calato dopo quello al Tar anche l’asso del ricorso straordinario al Capo dello Stato, con “Ragioni che saranno esposte nelle sedi giurisdizionali competenti”, chiedendo l’annullamento degli atti di Regione e Comune. A partire dalle determinazione del gennaio 2016 con la quale il responsabile dell’area finanziaria del comune di Bosa, in ottemperanza alle prescrizioni contenute in una nota del Servizio territoriale del demanio regionale ed alla deliberazione della giunta comunale del dicembre 2015 - “In merito all'avvenuta decadenza dell'autorizzazione rilasciata al Comune di Bosa... e della cessazione degli effetti della stessa prodotti in ordine all'affidamento temporaneo della gestione delle attività a favore della già società mista Porto di Bosa Spa, ora società Porto di Bosa Srl” – intimava appunto la “Restituzione del bene concesso”.
Argomento sul tavolo del Tar Sardegna, dove la discussione del ricorso in camera di consiglio avverrà domani, mercoledì 25 maggio. Mentre l’esecutivo, sul ricorso al Capo dello Stato, ha deciso di difendersi conferendo come per la questione al Tar, formale incarico per la difesa all’avvocato Diego Lumbau del foro di Sassari. Con una spesa quantificata in oltre 7.000 euro, mentre per la causa al Tar la spesa per ora è di 20.000 euro. (al.fa.)
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