Provincia e Abbanoa, una lite da diecimila euro
L’ente e il gestore del servizio idrico si scontrano in una causa civile In ballo c’è una sanzione emessa per gli scarichi del depuratore di Ghilarza
ORISTANO. «Mi devi pagare», disse la Provincia ad Abbanoa. «Non se ne parla», rispose Abbanoa e allora si va dal giudice per capire se quei diecimila euro reclamati dalla prima, li debba effettivamente pagare la seconda. Quella che inizierà il 3 giugno di fronte al giudice oristanese Maurizio Lubrano è una causa civile che fa seguito a un decreto ingiuntivo. La Provincia l’aveva emesso il 30 dicembre del 2015 e notificato il 15 marzo di quest’anno direttamente all’ex amministratore di Abbanoa, Sandro Murtas. Era lui a capo del gestore del servizio idrico quando la Provincia emise la sanzione per 10mila euro.
Bisogna tornare indietro al 2012 ovvero a quando furono effettuati i rilievi all’impianto di depurazione di Chenale a Ghilarza, dove, stando agli accertamenti, gli scarichi di acque reflue domestiche e fognarie effettuati furono superiori a quelli consentiti dalle tabelle. Si sarebbe quindi andati oltre ciò che era stato indicato dalle autorizzazioni e, di questo fatto, il responsabile del settore Ambiente della Provincia, Luciano Casu, ritenne responsabile Abbanoa. Alla società fu così fatta una multa da 10mila euro. La Provincia individuò nell’amministratore Sandro Murtas il responsabile e così lo chiamò a pagare la sanzione.
La storia però mica finisce con l’ex amministratore di Abbanoa che fa la fila in qualche ufficio per pagare la sanzione. Anzi, Sandro Murtas non paga e, di fronte alla successiva ingiunzione, si rivolge al giudice al quale presenta opposizione. Il legale Aldo Luchi spiega che la persona a cui è stato chiesto il pagamento non è quella giusta, tanto più che ad avere in gestione il depuratore non era Abbanoa, ma la società privata Acciona. Così, spiega l’avvocato, oltre ad aver sbagliato bersaglio, la Provincia ha anche generato un danno da 10mila euro alla collettività salvando Acciona che invece avrebbe dovuto rispondere della questione.
E ancora, Abbanoa dice che anche i rilievi furono effettuati secondo un protocollo non corretto, quindi la sanzione sarebbe nulla perché saremmo in presenza di una cattiva applicazione della normativa sulle acque reflue. Di rimando, la Provincia decide di insistere e dà mandato all’avvocato Antonio Bardi per gestire la causa in tribunale, convinta di essere nel giusto e certa che quei soldi debbano rientrare nelle proprie casse. La causa non durerà certo un’udienza, per cui, ironia della sorte, c’è persino il rischio che, qualora le sia data la ragione, la Provincia non veda mai quel denaro perché potrebbe essere già chiusa. Il commissariamento dell’ente dovrebbe scadere a fine anno, per cui ad incassare potrebbe essere qualche altro ente.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
