Affitti non pagati a Ghilarza, ministero della Giustizia moroso
Debito di 76mila euro: dal 2013 ha utilizzato uno stabile comunale per l’ufficio del giudice di pace Dal sindaco poche illusioni sul recupero della somma: «Avviare il pignoramento ci costa troppo»
GHILARZA. La buona notizia è che il Comune ha un credito di 76mila euro, un tesoretto che coprirebbe quote di spesa non certo trascurabili per un ente di piccole dimensioni. La brutta è che senza un’esazione coatta la somma rischia di diventare inesigibile.
Il paradosso è che a perpetrare quest’ingiustizia è proprio l’organismo simbolo della legalità. Il debitore moroso altri non è che il ministero della Giustizia, che al Comune deve un numero indefinito di arretrati per la locazione dell’edificio adibito a sede del giudice di pace fino al 2013, anno in cui il servizio fu smantellato per effetto della riorganizzazione del sistema giudiziario.
Nel frattempo l’ex pretura ha cambiato pelle e si avvia a diventare sede di alcuni importanti servizi territoriali, come il Plus del distretto sanitario Ghilarza-Bosa, e il domicilio dell’ Unione del Guilcier e dell’agenzia zonale Laore.
Ma al recupero della funzionalità dell’imponente immobile non è corrisposto quello della rendita prodotta dalla sua locazione.
«Per chiedere il versamento delle somme dovute abbiamo fatto mille solleciti ma non abbiamo ottenuto nulla salvo sentirci rispondere, dopo l’ennesima insistenza, che ci avrebbero pagato», ha riferito l’altra sera il sindaco Alessandro Defrassu entrando nel merito della questione dopo aver esposto il parere del revisore dei conti sul bilancio previsionale passato al vaglio del consiglio comunale.
Il funzionario ha certificato la regolarità del documento contabile ma ha rilevato la necessità di lavorare più a fondo per sanare l’evasione di quei contribuenti in ritardo con i pagamenti della Tasi.
Tra i morosi, sebbene per motivi differenti, c’è anche il ministero, da cui non sembrano pervenire segnali che lascino presagire l’estinzione del debito in tempi brevi. L’unica soluzione sembra essere la richiesta di pignoramento ma a questa drastica misura non si ricorrerà, almeno per ora. «Affidare un incarico a un legale comporterebbe altre spese e viste quelle che già sosteniamo non possiamo permettercelo», ha ammesso Alessandro Defrassu. L’attenzione dell’assemblea si è quindi focalizzata sull’impianto del bilancio, che pareggia a 12,6 milioni. Nel prospetto contabile figura per la prima volta il mutuo di 373mila euro contratto nel 2016 per coprire la quota di compartecipazione del Comune al finanziamento di 1,9 milioni concesso dalla Regione per la realizzazione di alloggi a canone moderato.
Delle dodici unità abitative in ristrutturazione nel centro storico sette sono quasi pronte, ma visti i precedenti intoppi burocratici, sui tempi necessari al completamento dell’intero progetto non si fanno previsioni.
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