La Nuova Sardegna

Oristano

CONSORZIO INDUSTRIALE

Massimiliano Daga ottiene i tre voti ed è presidente

di Enrico Carta
Massimiliano Daga ottiene i tre voti ed è presidente

ORISTANO. Stavolta è bianca. La fumata dal comignolo della palazzina del Consorzio Industriale è del colore giusto, dopo che Massimiliano Daga, unico candidato rimasto in campo, aveva ottenuto i voti...

2 MINUTI DI LETTURA





ORISTANO. Stavolta è bianca. La fumata dal comignolo della palazzina del Consorzio Industriale è del colore giusto, dopo che Massimiliano Daga, unico candidato rimasto in campo, aveva ottenuto i voti sufficienti per la sua elezione. Evidentemente il pomeriggio porta concordia, visto che le precedenti assemblee dei delegati si erano svolte sempre di mattina e mai Massimiliano Daga aveva raggiunto il quorum di tre voti. Ma più che dell’orario, la chiusura del cerchio è frutto del ripensamento del sindaco di Oristano. Guido Tendas è il delegato di uno dei quattro soci del Consorzio e sino a ieri era stato anche il più fermo oppositore di quella che appariva come la candidatura naturale, visto che nella sua storia l’ente ha pressoché costantemente avuto alla sua presidenza il delegato della Provincia, stavolta rappresentato da Massimiliano Daga. Mancava, per altri impegni istituzionali, il presidente della Camera di Commercio, Pietrino Scanu, che inizialmente era stato indicato come possibile alternativa a Massimiliano Daga proprio dal primo cittadino del capoluogo. C’era, stavolta senza che nessuno sollevasse il problema di una presunta incompatibilità, il sindaco di Santa Giusta, Antonello Figus, che è rimasto fermo sulle sue posizioni e che ancora una volta ha sollevato la mano per Massimiliano Daga. A quel punto è bastato che quest’ultimo votasse per se stesso per mettere fine alla situazione di impasse che rischiava di far arrivare nella palazzina di fronte al porto, un commissario nominato dalla Regione.

Cosa abbia fatto cambiare idea a Guido Tendas non è chiaro, ma evidentemente c’è stato un ripensamento dopo un faccia a faccia proprio col nuovo presidente. Per la verità il sindaco di Oristano aveva anche già palesato alla sua giunta e alla maggioranza in consiglio comunale, l’idea di mettere fine alle barricate e di accettare quel nome che nelle prime due votazioni non aveva ottenuto i suoi favori per questioni che si possono far risalire ai problemi interni al Partito Democratico.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative