Per un pugno di voti: duello nel Comune più piccolo dell’isola
Il sindaco uscente Lino Zedda contro Giuseppe Manias Possibilità di scelta in un paese con appena 97 residenti
BARADILI. Un centro storico che è tanto bello da sembrare un’attrazione di Disneyland, un parco acquatico che centri molto più grossi gli invidiano, una popolazione residente di meno di 100 abitanti. 97, secondo il sito web del Comune. Chissà quanti di loro, domenica andranno a votare per le’lezione del sindaco. Avranno anche una possibilità di scelta insospettabile per un paese tanto piccolo: due candidati. A Lino Zedda, dipendente dell’Asl 5, che nella casa comunale ormai ci abitata, tanto è il tempo che ci ha trascorso da sindaco e da amministratore con vari ruoli, si contrappone Giuseppe Manias, Chief operating officer (come si definisce nel proprio profilo Facebook) della Biblioteca gramsciana di Ales.
La prima domanda che viene in mente è: perché due candidati in un paese con 97 abitanti? «Perché riteniamo che in democrazia sia giusto mettere a confronto idee differenti - dice Manias -. Io e la mia lista siamo tutti dei neofiti, io sono sempre stato un libertario, ma sono del tutto nuovo in politica. Ci proponiamo come alternativa politica e amministrativa per il paese. Intendiamo governare con più trasparenza e imparzialità, in alternativa a chi amministra la comunità da 30 anni».
Manias indica le priorità del proprio gruppo: «Innanzitutto governare con democrazia e partecipazione i processi decisionali. Vogliamo coinvolgere la popolazione: siamo pochi, non dovrebbe essere così difficile. Vogliamo dare spazio a aspetti che riteniamo non siano stati valorizzati a sufficienza. Non neghiamo che qualcosa in questi anni sia stato fatto, ma non in modo totale».
Un gioiello di borgo come Baradili non può che puntare sul turismo: «Ma non si fa turismo da soli. Bisogna mettere insieme turismo con cultura e attività produttive e collaborare con i Comuni vicini, non solo attraverso il Consorzio Due Giare, ma anche attraverso l’Unione dei Comuni».
Su cosa puntare? «Baradili ha una sua specificità turistica e culturale che va valorizzata. La Sagra del Raviolo, che si svolge da anni, è una cosa importante, ma va rafforzata. Non può essere un appuntamento isolato. Ma puntiamo a fare di Baradili un unicuum per il suo rapporto con l’acqua. Il paese ha tutte le caratteristiche necessarie. Pochi sanno, ad esempio, che in questo territorio esiste un nuraghe con un deposito d’acqua. E i riti in onore di Santa Margherita? Sono legati al culto dell’acqua. Arrivano qui da varie parti dell’isola. La nostra idea è di creare un Festival del culto dell’acqua che sarebbe unico in Sardegna».
Secondo Manias «essere piccoli non è un handicap, ma una risorsa. I problemi di bilancio? Baradili ne ha molti di meno di altri Comuni. I soldi ci sono».
Con il sindaco Lino Zedda ogni tentativo di avere un’intervista è fallito. Bisogna quindi fare riferimento al programma della lista Baradili sviluppo sostenibile.
Un programma che si fonda su tre pilastri. Innanzitutto la sostenibilità ambientale: valorizzazione di Monte Majore, riduzione dei consumi energetici, smaltimento dell’amianto, recupero delle aree degradate. Poi la sostenibilità sociale, con al centro la persona. Quindi acquisto di due mezzi elettrici, una sede di allerta anziani, cosri di lingua straniera e di attività sportiva, ammortizzatori sociali. Infine la sostenibilità economica: investimenti per le imprese, ampliamento dell’area Pip, parco tecnologico delle energie rinnovabili.
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