La Nuova Sardegna

Oristano

Incassata l’assoluzione Doddore vuole i danni

di Enrico Carta
Incassata l’assoluzione Doddore vuole i danni

Il leader indipendentista pronto a rivolgersi ai tribunali dell’Unione Europea: chiede di essere risarcito per quella che considera un’azione persecutoria

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CABRAS. Vendetta, tremenda vendetta? No, per lui è solo giustizia, quella che sarebbe mancata sinora nonostante l’ultimo verdetto. La chiede Doddore Meloni dopo averla ottenuta dalla Corte di Cassazione che l’ha assolto per il famoso sbarco sull’isola di Mal di Ventre nei giorni in cui fu proclamata repubblica dal drappello di indipendentisti che fanno capo al leader dai lunghi baffi bianchi. Caduta l’accusa di danno ambientale per aver alterato lo stato dei luoghi proprio con la nascita del presidio repubblicano, Doddore Meloni chiede, ancora una volta allo Stato italiano, di mettere una pezza a quella che ritiene un’ingiusta persecuzione giudiziaria nei suoi confronti.

La scelta è quella di avviare una causa civile contro il sottufficiale del Corpo Forestale che diede il via all’inchiesta e di presentare una serie di ricorsi alla Corte Europea dei diritti dell’uomo contro tutte le istituzioni, a partire dal ministero di Grazia e Giustizia che l’ha appena assolto, ma che avrebbe svolto un ruolo di primo piano nella «campagna persecutoria» che lo avrebbe visto come obiettivo per il suo credo politico. Su questo aspetto Doddore Meloni ha sempre calcato la mano in tutte le dichiarazioni fatte dal momento in cui ha ritrovato un posto di primo piano nella scena locale, secondo alcuni attraverso iniziative strampalate, secondo altri attraverso mosse divertenti e nulla più, secondo altri attraverso azioni provocatorie.

Punti di vista, in ogni caso Doddore Meloni, affiancato dall’avvocato Cristina Puddu ha più di una semplice intenzione in mente: «Stiamo valutando le responsabilità e presto partiremo con le cause civili e i ricorsi alla Corte di Strasburgo. Nelle carte c’è la prova lampante che sono stato condannato ingiustamente e che ho subito danni morali e politici giganteschi». Così ha parlato il leader indipendentista riferendosi alla miriade di inchieste e di processi che sarebbero stati avviati contro di lui e la sua famiglia con l’obiettivo di ostacolare in tutti i modi la sua battaglia pacifica per l’indipendenza della Sardegna.

La procura oristanese l’ha sempre pensata in maniera alquanto differente e ha ritenuto l’atteggiamento di Doddore Meloni quanto mai provocatorio e sempre sul filo o oltre il filo della correttezza procedurale, tanto che più volte in aula si è assistito a scontri tra accusa e difesa. Le iniziative di protesta di Doddore Meloni hanno però trovato anche altri canali per venire alla luce. Non c’è stata solo la continua pubblicazioni di comunicati stampa e il ricorso alle conferenze stampa. Nel corso di questi anni – l’occupazione di Malu Entu era dell’agosto 2008 –, il leader indipendentista ha anche promosso azioni di fronte alla questura.

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